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Caso Caridi, l’Aula del Senato dice sì all’arresto del senatore di Gal

Quella contro di me è «un'accusa sconvolgente e ingiusta», perché «io sono innocente e non ho mai svenduto il mio ruolo di parlamentare», «né ho mai stipulato patti con la criminalità organizzata». A Palazzo Madama va in scena l'appassionata autodifesa del senatore di Gal Antonio Stefano Caridi dall'accusa di essere al vertice di una Cupola segreta della 'Ndrangheta, come sostengono i magistrati di Reggio Calabria che ne chiedono l'arresto.

L’anticipo del voto voluto da Grasso
In Aula, il confronto sul “caso Caridi” e sulla proposta di concedere l'arresto votata ieri dalla Giunta per le immunità (12 sì e 7 no) è infuocato, anche per la decisione del presidente Pietro Grasso, questa mattina, di anticiparne l'esame disponendo l'inversione dell'ordine del giorno. Scelta che evita lo slittamento a settembre, ma scalda gli animi soprattutto nella fila di Forza Italia. Ncd e Gal, schierati a difesa del senatore. Al termine di un lungo pomeriggio di polemiche, l'Aula in completo silenzio vota per l’arresto a scrutinio segreto (chiesto da Gal): 154 a favore, 110 contrari e 12 astenuti. Commosso fino quasi alle lacrime e rosso in volto Caridi, primo parlamentare della Repubblica ad essere accusato di associazione mafiosa, lascia l'emiciclo tra gli abbracci dei colleghi del centrodestra. Lo aspetta il carcere di Rebibbia, che gli apre le porte nel tardo pomeriggio.

Giarrusso (M5S): Caridi avrà modo di difendersi al processo
In prima fila nel denunciare il tentativo della maggioranza di “proteggere” Caridi dall'arresto sono soprattutto i 5 Stelle guidati dal capogruppo del Movimento in Giunta per le immunità, Michele Giarrusso. Che in Aula esclude l'esistenza di una «persecuzione» contro il senatore di Gal: «una volta sgombrato il campo» da questo tema, «non ci resta che consentire alla magistratura di lavorare», spiega annunciando il sì alla richiesta di arresto da parte del suo gruppo. «Non solo perché siamo contrari all'utilizzo di questi strumenti», conclude riferendosi all'immunità parlamentare, ma perché «non ha senso porsi al di sopra della legge e degli altri cittadini. Caridi avrà tuti i mezzi per difendersi al processo».

Zanda chiede il voto palese: contro Caridi nessun fumus persecutionis
Per l'arresto di Caridi, oltre al Movimento 5 Stelle, si schiera anche il Pd. Il capogruppo dem Luigi Zanda, che chiede il voto palese, conferma il voto dei senatori Pd «in conformità alla decisione della Giunta», e quindi a favore della richiesta di autorizzazione all'esecuzione della custodia cautelare per il Caridi. E spiega: «Nulla, ma proprio nulla, è emerso nel dibattito e nelle carte di cui abbiamo avuto legittima conoscenza che faccia ritenere che nella vicenda che riguarda il senatore Antonio Stefano Caridi sia ravvisabile quel fumus persecutionis che, ove sussistesse, sarebbe l'unica ragione per la quale il Parlamento può negare l'autorizzazione all'esecuzione di una misura legittima dell'Autorità giudiziaria». «Chi ha sperato in imboscate, ora sarà deluso», chiosa il renziano Andrea Marcucci : «Sono comunque decisioni difficili, che il gruppo dem affronta sempre a viso aperto, con rigorosità, senza pregiudizi e caso, per caso».

Centrodestra (e Area popolare) contrario all’arresto
Contrarie all’arresto invece, oltre a Gal, le dichiarazioni di voto dei centristi di Area popolare, di Forza Italia, che prende di mira il «blitz» messo segno in apertura dei lavori per anticipare il voto senza attendere il pronunciamento del Tribunale della libertà (13 agosto), e del gruppo di Ala (Alleanza Liberalpopolare-Autonomie), mentre i Conservatori e Riformisti (CoR) decidono di lasciare liberà di coscienza ai propri senatori.

Caridi: contro di me accuse infamanti senza alcuna prova
«Mi si accusa di aver fatto parte di una sorta di componente apicale e segreta della 'ndrangheta, pur senza indicare un fatto, uno, che dimostrerebbe questa infamante accusa». Nella sua difesa davanti all'Assemblea Caridi ricorda che in quasi venti anni di indagini «i fatti dimostrativi del ruolo che mi viene addebitato, così fondamentale, sarebbero infatti l'assunzione di sei persone in una società controllata dal Comune». Circostanza, secondo il senatore sotto accusa, «narrata ma non dimostrata in alcun modo, secondo la quale avrei assicurato le cure di un medico - non io ma una persona diversa da me - ad un latitante». Pero', prosegue Caridi, che parla a fine mattinata, dopo la bocciatura da parte dell'Aula delle questioni pregiudiziali e sospensive presentate dalle opposizioni, «non si indica a me, che da questo dovrei difendermi - e a voi che dovrete decidere se è giusto privarmi della libertà in vista del processo e allo stesso tempo vulnerare la integrità del Parlamento - quando, come e dove questo pseudo fatto sarebbe avvenuto. Non una circostanza specifica, una descrizione, nulla», conclude Caridi.

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