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Elezioni europee, dal Consiglio di Stato atti a Consulta su soglia 4%

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legge elettorale

Elezioni europee, dal Consiglio di Stato atti a Consulta su soglia 4%

(Agf)
(Agf)

Il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte Costituzionale la legge elettorale per le elezioni europee per le norme relative alla soglia di sbarramento del 4%, al di sotto della quale non si ha diritto all'attribuzione dei seggi per il Parlamento europeo. La decisione della V sezione è stata assunta a seguito dell'esame di un ricorso presentato da Giorgia Meloni, Guido Crosetto, Cristiano Magdi Allam e altri esponenti di Fratelli d'Italia. Il Tar, in precedenza, aveva respinto il ricorso.

Il ricorso
Secondo i ricorrenti, la soglia del 4% comporta una lesione dell'uguaglianza e della libertà del diritto di elettorato passivo e distorce la rappresentanza europea. Nel caso specifico «verrebbe vanificata la preferenza espressa da più di un milione di elettori per la lista Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in occasione delle elezioni del 24 maggio 2014». Senza quella la soglia, la lista avrebbe ottenuto «almeno tre seggi». Il Consiglio di Stato ha considerato meritevoli di approfondimento questa tesi, chiedendo alla Consulta di pronunciarsi.

L'ordinanza
L'ordinanza della V sezione è stata depositata oggi e, trattandosi di materia elettorale, sebbene con riferimento alla legge per scegliere gli europarlamentari, acquista attualità anche rispetto al dibattito sull'Italicum, che pure sarà oggetto
il 4 ottobre dell'esame della Corte Costituzionale.
Il Consiglio di Stato fa leva su tre articoli della Costituzione: il primo, sulla sovranità popolare; il 3, sul diritto d'uguaglianza e il 48 sul diritto di voto. Secondo i giudici amministrativi, la norma sullo sbarramento del 4% comporta «una compressione dei principi di piena democraticità e pluralismo del sistema rappresentativo».

L'ordinanza ribalta precedenti pronunce del Consiglio di Stato sullo stesso punto, sottolineando in particolare come a tale compressione «non corrisponda lo scopo di perseguire in modo effettivo valori di pari livello». Per esempio quello di «limitare la frammentazione delle forze politiche e di garantire un maggiore stabilità degli organi elettivi». E questo in particolar modo perché «non c'è un vincolo fiduciario» tra Commissione e Europarlamento, e quindi la soglia non è collegata a ragioni di governabilità.
La legge elettorale europea era finita due volte sotto la lente della Corte Costituzionale, ma in entrambi i casi la questione era stata dichiarata inammissibile. Ma ora i presupposti dell'azione sono del tutti diversi.

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