Italia

Un pensionato in famiglia allontana il rischio di povertà

  • Abbonati
  • Accedi
L'Analisi|L'ammortizzatore è improprio, ma funziona

Un pensionato in famiglia allontana il rischio di povertà

Un pensionato in famiglia allontana il rischio povertà. Se il nonno (o la nonna) c'è il rischio si ferma al 16,5%. Se non c'è si sale al 22%. Guardando ai dati offerti oggi dall'Istat sulle condizioni di vita dei pensionati è questa una delle evidenze più significative e che conferma, con dati costruiti incrociando tre fonti diverse (il Casellario centrale dei pensionati, le rilevazioni EU-Silc e quelle sulle forze di lavoro), quanto le rilevazione di una settimana fa sulla povertà in Italia già ci avevano detto: la povertà e l'esclusione sociale stanno aumentando di più nelle fasce di popolazione giovane e in età da lavoro e meno per gli over 65enni.

L'ammortizzatore è improprio, visto che l'assicurazione sul rischio vecchiaia non dovrebbe servire per fronteggiare disagi familiari per i quali servono politiche di integrazione del reddito ben diverse, ma continua a funzionare. In questo loro ruolo di pagatori di ultima istanza in un Paese privo di redditi di cittadinanza o sostegni strutturali per chi è in fondo alla scala sociale, i pensionati stanno intanto calando di numero. L'anno scorso erano 16,2 milioni, 80mila in meno rispetto al 2014 e 600mila in meno rispetto al 2008: vuol dire che le riforma degli ultimi anni hanno frenato il flusso di uscite dal mercato del lavoro contenendo quello che sarebbe stato un aumento naturale del popolo degli assegnisti Inps, visto che la loro vita si allunga e oggi i pensionati con più di 80 anni sono il 25% del totale (4,1 milioni) mentre erano solo il 15,8% (2,5 milioni) nel 2001.

Si diceva dei tre data base Istat utilizzati per confezionare le statistiche offerte oggi: quella delle forze di lavoro ci dice un'altra cosa interessante proprio sui pensionati lavoratori. Nel 2015 erano 442mila, il 14% meno del 2011, si tratta nel 75% dei casi di uomini che svolgono una lavoro autonomo nelle regioni del Nord. Anche questo è un trend che meriterebbe approfondimenti in un contesto di cumulo gratuito tra redditi da lavoro e redditi da pensione. Il calo ci dice quanto sia difficile avere un'occupazione nell'attuale mercato anche per quei (tanti) nuovi pensionati che dopo la riforma del 2011 sono riusciti con le salvaguardie a raggiungere il traguardo del trattamento Inps in età ancora relativamente giovane. Pensiamo a quanti ex bancari in esubero e verso il prepensionamento presto affolleranno la platea delle nuove partite Iva, per fare un esempio, e chiediamoci quante occasione concrete di lavoro troveranno davvero.

© Riproduzione riservata