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Milano prepara l’albo delle «social street»

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cittadinanza attiva

Milano prepara l’albo delle «social street»

I milanesi condividono sempre più il modello della cittadinanza attiva o del welfare libero. Uno stile di vita dettato dalle social street che, dalle bacheche Facebook, hanno deciso non solo di incontrarsi organizzando attività e iniziative nei loro quartieri, ma anche di aiutarsi nel segno della solidarietà e del buon vicinato. A seguito del diffondersi di questi esempi di cittadinanza attiva, il Comune di Milano ha incontrato alcuni rappresentanti di questa realtà per verificare la possibilità di realizzare un albo delle social street interessate.

L'avviso pubblico è pronto
A Palazzo Marino aspettano di ricevere gli ultimi suggerimenti dagli stessi gruppi per pubblicare l’avviso pubblico. Con le social street censite dall'Albo il Comune potrà lavorare su singoli progetti sociali e soprattutto potrà agevolare la burocrazia necessaria a organizzare un'attività o un evento in strada. Con l'istituzione dell'Albo si legittima la loro funzione preziosa per il welfare milanese, una partecipazione mediatizzata non solo confinata alla rete ma radicata anche sul territorio.

L'elenco potenzialmente è ampio perché ormai le social street a Milano sono diventate 75. Se la più antica risale al 2010, in via Paolo Sarpi, le ultime formatesi sono quella nata in corso Lodi e quella più periferica «SoS», South of Sesto.
SoS trae origine dal coworking “If” da poco inaugurato con l'ambizione di superare il concetto di periferia, usato spesso in modo indiscriminato per territori molto diversi tra loro. È un luogo in cui si incontrano i molti artisti che abitano in zona e dove la sera si esibiranno in concerti e spettacoli. In via Aristotele, sarà inaugurato ufficialmente il 28 gennaio il locale John Barleycorn, fondato da appassionati di musica , accanto al quale, separati soltanto da un vetro, sono attivi studi di registrazione. Sarà una zona molto vivace musicalmente: oltre alla Cascina Martesana (aperta d'estate e frequentatissima) e gli storici Zelig (cabaret), si trovano Ragoo (musica dal vivo) e Jumpin' Jazz Ballroom (sempre dal vivo).

Con «SoS» salgono a 18 le social street “periferiche” anche se l'ultima arrivata non vuole essere tale. Di sicuro condividerà come tutte le altre la spinta a una maggiore semplificazione burocratica dal Comune, senza richiedere alcun tipo di contributo. Nel registro comunale nascente verrà canalizzato il senso civico dei milanese che tenta di riconnettere il tessuto sociale logorato dalla crisi. Proprio il fenomeno della condivisione di esperienze, dalla “sharing economy” alle social street, sta indicando ai cittadini la strada per non isolarsi, come spesso accade in tempi di crisi.

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