Italia

De Magistris, in settimana nuovo movimento politico

  • Abbonati
  • Accedi
IL LANCIO

De Magistris, in settimana nuovo movimento politico

Un movimento politico che vuole, sì, annodare il filo con altre esperienze ma «molto diverso da queste liturgie tradizionali di un centrosinistra che guardiamo da lontano». Parte da DeMa, l'associazione voluta da Luigi de Magistris quasi un anno fa, la neocreatura del sindaco di Napoli. In settimana la modifica dello statuto, il cui passaggio conseguente è dar vita a «un primo organigramma importante». La finalità espressa è quella di riuscire ad amministrare meglio Napoli, ma anche «rafforzare il nostro progetto politico e soprattutto metterci in connessione con tanta esperienza di cambiamento di politica dal basso». Fermo restando che l’impegno dell’ex magistrato rimane «a 360 gradi e ogni giorno dell'anno fino al 2021 come sindaco di Napoli», la scommessa è porre un presidio attrattivo nello spazio a sinistra dei dem dove ha cominciato a muoversi da un po’ il Campo progressista lanciato da Giuliano Pisapia.

«D'Alema? Progetto politico che non interessa»
Poche parole per liquidare intanto una domanda sul movimento Consenso di Massimo D'Alema («non interessa»). «Mi pare di capire che sono posizionamenti interni al partito, in vista evidentemente di un congresso che dovranno fare». Il sindaco registra parecchia fibrillazione nello schieramento. «Non mi sfugge che c'è qualcuno che vorrebbe spostare gli equilibri all'interno della coalizione di centrosinistra verso posizioni di sinistra e quindi meno in direzione di Alfano e altri».

«Sindaci soli, Napoli città dell’accoglienza»
Sul fronte dell'accoglienza dei migranti «i sindaci sono stati lasciati, per lungo tempo, completamente soli non solo dai governi nazionali e ma anche dall'Europa». Questa è la premessa del ragionamento fatto da Luigi de Magistris al convegno sul tema “Mediterraneo e migrazioni dall'Africa. Rischi e opportunità” alla Federico II. «Ma di fronte a questa indifferenza, alle austerità economiche e alle guerre Napoli ha scelto di accogliere», mettendo «la centralità umana, la solidarietà e la fratellanza dinanzi a tutto». E Napoli, spiega ancora, «vuole assumere questo ruolo, quello di città rifugio che dialoga con tutti, che vuole costruire una Europa più giusta, più uguale e dei diritti, fermo restando che abbiamo le difficoltà economiche» dinanzi alle quali «prevale sempre l'umanità e la solidarietà. Fino adesso abbiamo lavorato in questo modo e cercheremo di rompere la sordità dell'Europa».

© Riproduzione riservata