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Strage di Viareggio, il procuratore Suchan: «Sentenza…

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Strage di Viareggio, il procuratore Suchan: «Sentenza importantissima»

Il vertice di Fs non può essere ritenuto responsabile dell'incidente ferroviario che la notte del 29 giugno 2009 uccise 32 abitanti di Viareggio, investiti dallo scoppio di un treno merci carico di gpl che transitava nella stazione della cittadina toscana. Dice questo la sentenza di primo grado, pronunciata poco dopo le 15 nella sala del polo fieristico di Lucca adibita ad aula giudiziaria, dal presidente del collegio giudicante Gerardo Boragine. E spiega perché Mauro Moretti, all'epoca dei fatti amministratore delegato di Fs, sia stato assolto - in questa veste - dalle accuse di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose. Per lui resta la condanna a 7 anni come ex ad di Rfi, la società del gruppo Fs che si occupa della rete, carica che ha ricoperto dal 2001 al 2006, ben prima dell'incidente di Viareggio.

Mettendo insieme questi due elementi, si capisce il disorientamento dei familiari delle vittime alla lettura della sentenza per i 33 imputati, che ha richiesto 10 minuti in un’aula stracolma. Domattina, dopo aver studiato il dispositivo, terranno una conferenza stampa. «Dobbiamo capire alcune cose, anche se mi sembra che il sistema ferroviario per la prima volta sia stato condannato - ha detto a caldo Marco Piagentini, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio 'Il mondo che vorrei', che nell'incidente ha perso moglie e due figli di 2 e 4 anni - ma se credono di essere innocenti rinuncino alla prescrizione, voglio vedere chi lo fa», ha aggiunto rivolto ai vertici di Fs. Parzialmente soddisfatto «per l'assoluzione di Mauro Moretti come ex ad di Fs, e per l'assoluzione della società Ferrovie» si è detto l'avvocato Armando D’Apote, difensore di Moretti e di Fs, che ha però puntato il dito sull'esito «scandaloso del processo», concluso con una sentenza «che trasuda populismo».

Una sentenza “importantissima” secondo il procuratore capo di Lucca, Pietro Suchan (anche se la Procura ha visto ridurre molte delle condanne richieste), che la definisce «un grosso passo avanti sul fronte della sicurezza». E proprio il miglioramento sul fronte della sicurezza dei treni merci è l’obiettivo che tutti, dopo uno dei più grandi disastri ferroviari degli ultimi 50 anni, dichiarano di voler perseguire.

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