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Confcommercio: fiducia delle famiglie in calo e frenano i consumi

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previsioni 2017

Confcommercio: fiducia delle famiglie in calo e frenano i consumi

Il tesoretto di fiducia che le famiglie avevano accumulato con fatica negli ultimi due anni si è praticamente esaurito. E così dopo un 2015 con qualche luce per i consumi (+1,6%) a cui non si assiteva da quasi 10 anni e un 2016 con una crescita di poco più contenuta (+1,3%) le previsioni per quest’anno delle imprese del commercio e dei servizi non sono positive: secondo l’outlook Italia di Confcommercio-Censis il 2017 sarà un anno che presenta consistenti rischi di rallentamento dei consumi la cui crescita praticamente si dovrebbe dimezzare, passando da un +1,3%-1,4% del 2016 a un più modesto +0,6% nel 2017.

Le previsioni sui consumi
A determinare il rallentamento dei consumi secondo Confcommercio è il calo della fiducia, sia delle famiglie sia delle imprese, scesa a 16,5 punti nel 2016 rispetto a 17,4 punti del 2015. La causa di questo risultato è un rallentamento dell’occupazione, che Confcommercio dà a un risicato +0,4% e una pesante frenata del reddito disponibile reale delle famiglie, che aumenterà di appena lo 0,3% a fronte di un +2,2% registrato nel 2016. Secondo il direttore dell’ufficio studi di Confcommercio Mariano Bella «la fiducia non è cresciuta come doveva. Gli italiani non hanno percepito una vera inversione di tendenza e ora anche chi ha qualche possibilità di spesa in più preferisce risparmiare». In pratica secondo le imprese del commercio i bonus a cui ha ampiamente ricorso il governo guidato dall’ex premier Renzi non hanno veicolato il messaggio di riduzione della pressione fiscale.

Per Confcommercio serve un «coraggioso» taglio delle tasse
Il rallentamento dei consumi ovviamente potrà riverberare - secondo Confcommercio - i suoi effetti sul Pil che potrebbe a questo punto scendere sotto la crescita dell’1% prevista in origine dai commercianti. Anche perché quest’anno le incognite sono molte, anche sul fronte della politica fiscale che non potrà essere espansiva viste anche le richieste di “sacrifici” che arrivano da Bruxelles. Un fronte europeo sul quale il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli è netto: «C’è bisogno di un’Europa che risponda alle attese dei cittadini e delle imprese, che sono nel senso di evitare un incremento delle tasse». Sangalli al governo italiano chiede il coraggio di fare un intervento significativo sul fisco, a partire dall’Irpef. E sull’aumento delle accise annunciato dalla lettera di Padoan in risposta alle richieste Ue chiede altrettanto «coraggio» e «determinazione sui tagli alle spese. In questo modo si potrà evitare un aumento delle accise».

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