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Salva-risparmio, più ampia la platea per i rimborsi automatici

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ok della commissione finanze

Salva-risparmio, più ampia la platea per i rimborsi automatici

Via libera della commissione Finanze del Senato al decreto salva-risparmio, con il mandato al relatore a riferire in Aula, dove il testo approderà domani mattina. «Visto che si è fatto un buon lavoro cerchiamo di evitare» che il governo debba ricorrere alla fiducia, ha detto Mauro Maria Marino (Pd), relatore e presidente della commissione. «Per il momento auspichiamo non sia necessario - ha aggiunto al termine dei lavori della commissione - se poi ci saranno problemi di calendario o di altro tipo vedremo». A Palazzo Madama i numeri sono risicati, la minoranza Pd non ha votato l'emendamento sulla Ryder cup e Ala ha annunciato che non voterà a favore del dl. «Domani vedremo - ha detto Pier Paolo Baretta, sottosegretario allEconomia - . Al momento abbiamo chiuso i lavori con importanti modifiche raccogliendo le istanze di maggioranza e opposizione. Il risultato è positivo».

Si amplia la platea dei risparmiatori delle 4 banche
E si amplia la platea dei risparmiatori delle 4 banche (Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti) poste in risoluzione che potranno chiedere il rimborso forfait, procedura che, si precisa, dovrà essere gratuita. La commissione Finanze del Senato, che ieri sera ha dato l’ok a una riapertura dei termini fino al 31 maggio, ha approvato un emendamento del Pd al decreto salva-risparmio che estende l’accesso anche a chi ha ricevuto i bond dal coniuge, dal convivente more uxorio o dai parenti entro il secondo grado. Inoltre si esclude dal computo del calcolo entro il tetto dei 100mila euro di patrimonio mobiliare il corrispettivo pagato per l'acquisto dei bond. Con un altro emendamento, sempre a firma Pd, viene anche prevista la gratuità del servizio di assistenza alla compilazione e presentazione dell’istanza e l'esclusione del pagamento o addebito di oneri o commissioni da parte della banca.

Sciolti i “nodi” su Dta
Altre modifiche approvate in commissione hanno invece sciolto due nodi relativi all’applicazione delle attività per imposte anticipate (Dta, Deferred Tax Asset) al sistema bancario. Il primo emendamento consentirà alle banche di credito cooperativo di trasformare in credito d'imposta l’intero ammontare delle Dta corrispondente alle variazioni in diminuzione (reversal) apportate in dichiarazione, relative principalmente a rettifiche di valore su crediti operate fino al 31 dicembre 2015. L’altra novità riguarda i termini per il versamento del 'canone' che le banche sono obbligate a pagare se trasformano le Dta in crediti d'imposta: viene rivista infatti la data a partire dalla quale la misura è efficace, posticipandola al 1 gennaio 2016 rispetto al 2015 come inizialmente previsto. Analogamente il termine finale slitta dal 2029 al 2030.

Via libera a promozione dell’educazione finanziaria
Sempre oggi la commissione ha detto sì all’emendamento Marino-Bernardo per l’introduzione di norme per la promozione dell’educazione finanziaria. «Dopo l’ampia convergenza registrata su un tema così importante - ha spiegato il presidente della commissione Finanze della Camera, Maurizio Bernardo - e dopo il reperimento delle risorse da parte del Governo, a breve saremo in grado di avviare la “Strategia nazionale per l'educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale”, ponendo in questo modo un argine all'analfabetismo finanziario per cui l'Italia è in notevole ritardo».

Popolari, Baretta: no proroga, Governo attende Consulta
Tutto fermo invece sul fronte delle banche popolari. Il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, interpellato sulla possibilità, chiesta in alcuni emendamenti, di una proroga del termine per la trasformazione delle banche popolari in Spa ha spiegato che un intervento in questo momento «è inutile». Il Governo attende infatti la decisione della Consulta: «In questa fase prendiamo atto che il procedimento è sospeso. Quando avremo gli elementi che la Consulta ci darà agiremo di conseguenza».

Malumori minoranza Pd su Ryder Cup di golf
Intanto vanno registrati malumori della minoranza Dem, per l’approvazione di un emendamento, a firma Turano (Pd), che permette al Credito sportivo di concedere garanzie anche per l’organizzazione di eventi internazionali e concede una garanzia per 97 milioni di euro alla Ryder Cup di golf, che sarà ospitata dall’Italia nel 2022. «Non sono contro il golf», ha detto Federico Fornaro della minoranza dem, ma la proposta «è palesemente non coerente» con il decreto. Nel pomeriggio, nonostante l’opposizione della minoranza dem - che non ha partecipato al voto - e l’appello della Lega al presidente del Senato Grasso perchè lo dichiarasse inammissibile, il contestato emendamento è stato comunque approvato dalla commissione Finanze. Per quanto riguarda il tema 'critico' della garanzia per la Ryder Cup, il sottosegretario Baretta ha rimarcato ancora come «non è un nuovo finanziamento, ma semplicemente una garanzia per una manifestazione importante».

Sì alla black list degli «insolventi»
Ieri la commissione Finanze ha dato il via libera in commissione Finanze del Senato all’emendamento sulla black list dei debitori delle banche in crisi, nella formulazione che però prevede di pubblicare i profili di rischio e non l’elenco nominativo di chi è in difficoltà nel restituire i prestiti. Si prevede che siano indicati i profili di chi ha debiti andati in sofferenza pari o sopra l'1% del patrimonio della banca. Sempre in commissione ieri sera sono stati approvati i correttivi, presentati dal relatore del provvedimento Mauro Marino (Pd), che rilanciano i limiti ai compensi degli amministratori negli istituti oggetto di salvataggio pubblico, previsti anche dalle regole Ue. Via libera, infine, all'emendamento che prevede un maggior coinvolgimento del Parlamento attraverso l'obbligo per il governo di trasmettere un'informativa periodica sull'andamento delle banche oggetto di ricapitalizzazione precauzionale.

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