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Papa: l’avidità del denaro è la radice di tutti i mali

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messaggio per la quaresima

Papa: l’avidità del denaro è la radice di tutti i mali

«L'avidità del denaro è la radice di tutti i mali». Il messaggio di Francesco per la Quaresima 2017 è la sintesi della sua pastorale del pontificato, che si avvia al compimento del quarto anno, tra un mese. È la condanna dell'attaccamento alle ricchezze, che porta a «una sorta di cecità», e di chiusura verso chi è «povero affamato, piagato e prostrato nella sua umiliazione».

Francesco: «Il denaro può diventare idolo tirannico»
«Il denaro può arrivare a dominarci, così da diventare un idolo tirannico. Invece di essere uno strumento al nostro servizio per compiere il bene ed esercitare la solidarietà con gli altri, il denaro può asservire noi e il mondo intero a una logica egoistica che non lascia spazio all'amore e ostacola la pace», scrive il Papa. Ripercorre passi evangelici: «L'uomo ricco si veste come se fosse un re, simula il portamento di un dio, dimenticando di essere semplicemente un mortale. Per l'uomo corrotto dall'amore per le ricchezze non esiste altro che il proprio io, e per questo le persone che lo circondano non entrano nel suo sguardo. Il frutto dell'attaccamento al denaro è dunque una sorta di cecità: il ricco non vede il povero affamato, piagato e prostrato nella sua umiliazione». Ma in definitiva il problema non è la ricchezza, ma l'aver sbarrato la porta all'altro che è invece sempre «un dono, sia il nostro vicino sia il povero sconosciuto».

Vescovo Dal Toso: «Quello del Papa non è messaggio politico»
Quello del Papa è «un messaggio di forte attualità», ha dichiarato Giampietro Dal Toso, segretario delegato del dicastero per il servizio dello Sviluppo umano integrale, presentando il messaggio in sala stampa vaticana. Tuttavia, ha precisato, «non si tratta di un messaggio politico», nonostante tocchi temi come la chiusura al prossimo nel bisogno che, alla luce della questione migranti in Europa e negli Usa, risultano di forte attualità.

«Ci sono 50 anni di magistero della Chiesa, da Giovanni XXIII in poi, che affermano che un certo ordine del mondo può costituirsi soltanto su alcuni principi fondamentali - ha aggiunto il vescovo Dal Toso -. Ma sappiamo quanto la voce della Chiesa sia stata ignorata e proprio per questo alcuni mali si sono ingenerati. Il non prestare ascolto fa sì che il mondo si divida». Le parole di Francesco sono quindi un richiamo ad «una nuova attenzione alle fasce più deboli della società, altrimenti non potremo costruire un mondo nuovo per tutti, una maggiore equità».

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