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Decreto Sud: dalla Camera ok con 236 sì, ora passa al Senato

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Decreto Sud: dalla Camera ok con 236 sì, ora passa al Senato

La Camera ha dato il libera al decreto legge sul Mezzogiorno che ora passa all'esame del Senato. I voti favorevoli sono stati 236, i contrari 38 e gli astenuti 77. Il provvedimento scade il 28 febbraio prossimo. Nel corso delle dichiarazioni di voto non sono mancate le proteste, in particolare dei deputati di Fdi che hanno parlato di «occasione sprecata» ed esposto lo striscione "Mezzogiorno tradito".

Il testo votato dalla Camera interviene in diversi settori, dal tema ambientale a quello del lavoro, delle politiche sociali e dell'istruzione, con misure rivolte ad affrontare criticità in aree del Mezzogiorno, con particolare riferimento a quella di Taranto. Per gli interventi previsti il testo sarà in grado di "movimentare" risorse per un totale di circa 3 miliardi.

Per cigs Ilva 24 mln, più tempo per restituzione 300 mln
Tra le modifiche introdotte nel primo passaggio parlamentare figurano la spesa di 24 milioni per integrare, nel 2017, l'assegno della cassa integrazione straordinaria dei dipendenti Ilva (risorse destinabili anche alla formazione professionale per la gestione delle bonifiche). La commissione Bilancio ha rivisto anche i tempi di restituzione dei 300 milioni erogati nel 2015 dallo Stato a favore del gruppo siderurgico, portandola a 60 giorni dalla cessione definitiva dei complessi aziendali, e non più dal decreto di cessazione della procedura di amministrazione straordinaria.

Rafforzato il credito d'imposta. Bonus alla soglia massima
Il decreto legge rafforza quindi, grazie a un'ulteriore correzione introdotta a Montecitorio, il credito d'imposta concesso per l'acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite delle Regioni del Mezzogiorno. Viene incluso, in particolare, l'intero territorio della Sardegna tra le Regioni ammesse alla deroga delle norme Ue in materia di aiuti di Stato. Risultano così aumentate le relative aliquote fino al massimo consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020 (con la possibilità di arrivare al 45%). Cresce anche l'ammontare massimo di ciascun progetto di investimento, da 1,5 a tre milioni per le piccole imprese e da cinque a dieci milioni per le medie imprese, mentre rimane a 15 milioni quelle grandi imprese. Vengono inoltre soppressi l'obbligo di calcolare il credito d'imposta al netto degli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo d'imposta e il divieto di cumulo del credito con gli aiuti ‘de minimis' e con altri aiuti di Stato (sempre che tale cumulo non porti al superamento dell'intensità o dell'importo di aiuto più elevati consentiti dalla normativa Ue).

Da precisare deroghe su appalti per strutture del G7
Nel corso dell'esame in commissione Bilancio è stato inoltre precisato che, per quanto riguarda le strutture del G7 che si terrà a maggio a Taormina, dovranno essere motivate le ragioni di necessità e urgenza in base alle quali si derogherà dalle regole ordinarie sugli appalti. Il provvedimento prevede infatti la possibilità di ricorrere a procedure senza bando.
È stato quindi approvato l'emendamento che dispone il coinvolgimento dei sindacati nella operatività dell'Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale, un organismo introdotto dal decreto legge con scopo di sostenere l'occupazione e di accompagnare i processi di riconversione industriale delle infrastrutture portuali e di salvaguardare l'operatività e l'efficienza portuale.
Via libera infine a una serie di chiarimenti e semplificazioni, riguardanti l'attività del commissario unico di Governo per la depurazione delle acque, l'Agenzia per la coesione territoriale e l'assegnazione ai Comuni dei beni confiscati alla mafia (alle amministrazioni potranno essere assegnati anche i beni di aziende e non solo quelli di persone fisiche).

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