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Bologna, ancora cariche e tafferugli all’università

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nuovi scontri

Bologna, ancora cariche e tafferugli all’università

Ancora scontri oggi in zona universitaria a Bologna. Dopo la tensione di ieri, culminata con lo sgombero da parte della polizia della biblioteca di lettere, ci sono stati nuovi tafferugli fra studenti e polizia, nuove cariche e tre manifestanti sono stati portati in questura per essere identificati. Il corteo, partito da piazza Verdi, è stato la conseguenza diretta di quello che è successo ieri, un pomeriggio di guerriglia urbana scaturita dall'iniziativa del Collettivo universitario autonomo di togliere i tornelli che l'Ateneo aveva messo all'ingresso della sala studio della biblioteca di lettere, per avere il controllo degli accessi. Una decisione che ha provocato la reazione degli antagonisti, finita con cariche e scontri anche dentro la biblioteca.

Bologna, ancora cariche e tafferugli all’università: due arresti
Il corteo del giorno di oggi aveva l’intenzione di protestare contro questi fatti. Alcune centinaia di persone, guidate dal collettivo degli autonomi, hanno sfilato per le strade del centro della città. Il corteo è poi tornato in via Zamboni, dove
ci sono le aule di lettere, il rettorato e la sala studio al centro della questione, oggi chiusa per lavori di ripristino. Gli studenti si sono trovati davanti le forze dell'ordine in tenuta anti sommossa, è scoppiato qualche petardo, è volata
qualche bottiglia, poi è partita una carica, durante la quale tre persone sono state trattenute e portate in questura. Una di loro è stata rilasciata, gli altri due sono stati invece arrestati con l'accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e domani saranno processati in direttissima.

Studenti tornano in piazza a Bologna

L’intervento della polizia e gli scontri di ieri
La stessa scena si era vista ieri mattina, dopo che il giorno prima collettivi e studenti avevano letteralmente smontato i dispositivi installati dall’Ateneo per limitare l’accesso a chi possiede il badge. Provvedimento a cui, sempre ieri, i collettivi hanno risposto con un’occupazione della biblioteca, interrotta nel giro di poche ore dall'intervento della polizia, con conseguenti scontri anche in strada.

Tornelli università Bologna, prorettore: mai visto dialogo
«Si è fatto di tutto per evitare l’intervento della polizia, ma è da due settimane che abbiamo questa situazione. Sono successi altri episodi a ottobre, sufficientemente violenti e oltre la linea della legalità, ma abbiamo voluto evitare gesti eclatanti. Abbiamo cercato tutto il dialogo possibile, non siamo intervenuti giovedì quando hanno tolto le porte, lo abbiamo fatto ieri perché si era creata una situazione con un edificio non più in sicurezza. Quando persone
mascherate sono entrate in biblioteca per la seconda volta, dicendo che non sarebbero più uscite, per noi era necessario salvaguardare le persone e il patrimonio all'interno», ha dichiarato il prorettore vicario dell'Università di Bologna Mirko Degli Esposti sullo sgombero di ieri nella biblioteca di Lettere.

Merola: protesta violenta contro scelta sacrosanta
«Siamo di fronte a una protesta violenta che attacca la scelta di installare i tornelli all’ingresso di una biblioteca universitaria. Una scelta sacrosanta che non inficia in alcun modo il diritto allo studio e la possibilità di frequentare liberamente le strutture universitarie. Anzi» ha rincarato la dose il sindaco di Bologna Virginio Merola.

Università, collettivi: biblioteca distrutta da polizia
«La biblioteca è stata distrutta dall'intervento della polizia, nei filmati si vedono agenti che si fanno spazio tirando sediate addosso agli studenti'. Risponde
così all'Ateneo il Cua (Collettivo universitario autonomo), dopo lo sgombero di ieri pomeriggio della biblioteca di Lettere in via Zamboni 36, che era stata occupata nell'ambito della protesta contro i tornelli. Per il collettivo, le responsabilità di quello che è successo sono del Questore Ignazio Coccia e del
Rettore Francesco Ubertini: «Sono due settimane che facciamo assemblee e chiediamo incontri, la risposta è stata mandare la polizia a manganellare gli studenti», hanno detto invece gli attivisti in una conferenza stampa in tarda mattinata in Piazza Verdi.

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