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Nasce «Centristi per l'Europa». Con Casini, il ministro …

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L’asSEMBLEA FONDATIVA

Nasce «Centristi per l'Europa». Con Casini, il ministro Galletti e D'Alia

«Centristi per l'europa». È il nome del nuovo soggetto battezzato sabato al teatro Quirino da Pier Ferdinando Casini insieme al ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti e il deputato Gianpiero D'Alia. Sarà proprio quest'ultimo a guidare il movimento, alla cui base non è l’idea di dar vita all'ennesima formazione «visto che siamo in un epoca di partiti fragili». Piuttosto, la sfida è costruire un «movimento organizzato che possa aggregare tutti quegli elettori che non sono del Pd e non vogliono essere confusi con i populisti e che sono la maggioranza silenziosa senza rappresentanza».

«Un movimento per unire i moderati»
Per se stesso l’ex presidente della Camera ritaglia, davanti alla platea dell'assemblea fondativa, il ruolo di semplice «iscritto» che dà consigli. Non oltre. È D'Alia a puntare diretto il dito contro «i nazionalisti che pensano di risolvere i problemi alzando i muri ma così si isola il Paese». Perché l’Europa, il progetto visionario di un Continente che si ritrova unito nelle sfide globali, sta nel codice genetico dei Centristi. Convintamente della partita anche il ministro dell'Ambiente Galletti. «Nasce un movimento per unire i moderati, quelli che non urlano e non odiano, la nostra è una battaglia contro i populismi perché i no stanno distruggendo il Paese. Chi vuole costruire qualcosa, dal centro sinistra o dal centro destra, venga con noi».

Casini: Berlusconi e Renzi facciano scelte chiare
Pier Ferdinando Casini si associa nell'appello ai moderati evidenziando che a breve per Berlusconi e Renzi sarà il momento di fare una scelta chiara, e di campo. «Se Berlusconi va a fare le liste con Salvini allora vuol dire che Salvini farà il leader e che sono impazziti». Sull'altro versante della scena politica, Casini rivendica alcune cose «buone» fatte da Renzi, a partire dal Jobs act. Scelte che hanno, secondo l'esponente centrista, rappresentato un «rinnovamento delle parole d'ordine» della sinistra italiana. Ora, tuttavia, «si tratta di capire se Renzi lo ha fatto per la sua immagine e rinnega i contenuti». Nell’eventualità si realizzi «una coalizione sbracata sulla sinistra, allora vuol dire che ci siamo sbagliati». (Nic.Ba.)

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