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3/9 I PANORAMI DEL GOLEM

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    PASSEGGIAta sulle alpi

    Scopri le alpi passeggiando sulla neve. Ecco le ciaspolate più belle dalla Valle d'Aosta al Friuli

    Ciaspolare, Il modo migliore per calarsi nella montagna in inverno. La via ideale per godere di panorami incantati, silenzio, quiete. Per riappropriarsi della dimensione più naturale delle Alpi, alla dovuta distanza da impianti di risalita e piste da sci.
    In questa gallery abbiamo raccolto una serie di suggerimenti tratti da www.ciaspole.net per ciaspolare dalla Valle d'Aosta al Friuli. Itinerari di difficoltà varia, alcuni adatti alle famiglie, altri - invece - impegnativi, vere sfide per i più allenati.

    3/9 I PANORAMI DEL GOLEM

    Partenza: Pezzoro, 911 mslm (Val Trompia, BS)
    Arrivo: monte Guglielmo, 1937 mslm
    Difficoltà e pericoli: la salita è sostanzialmente priva di passaggi critici se la neve è buona.  In caso di neve dura, ghiacciata o ventata i passaggi in traverso possono risultare ostici e problematici per i meno esperti. Atleticamente impegnativo: il dislivello superato è di oltre mille metri. Appoggio al rifugio Valtrompia, nei periodi di apertura.
    Tempi di percorrenza indicativi: 2h30'-3h per la vetta. Con una buona padronanza delle ciaspole ed una neve ideale, si può scendere in poco più di un'ora!

    A 1937 metri sul livello del mare, il Guglielmo (Golem, per i bresciani) è una montagna tozza e poco invitante dal fondovalle. Il panorama offerto dalla vetta, tuttavia, unitamente alla piacevolezza dei suoi pendii, attira decine di ciaspolatori e scialpinisti.
    La partenza classica è da Pezzoro, a 911 mslm in una piccola laterale della Val Trompia. La prima parte della salita avviene su una pista forestale innevata, su buone pendenze: si raggiunge così un punto intermedio, il rifugio Val Trompia, a 1250 metri di quota.
    Si prosegue oltre lasciandosi la struttura sulla destra e risalendo sino ad una vicina sella innevata: qui si piega  a sinistra in direzione di un boschetto rado che ben presto lascia spazio ad una nuova radura dove si trova malga Pontogna.
    Si è ormai a metà della fatica: un nuovo passaggio in un bosco anticipa un più impegnativo pendio da risalire zig zagando. Ancora un bosco, un delicato traverso e poi una lunga risalita sulla cresta fino alla vetta, dove si trova un santuario voluto da Papa Paolo VI.

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