Italia

Lotta alla povertà, il Senato avvia l’esame della delega

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verso il reddito di inclusione

Con l’illustrazione della relatrice Annamaria Parente (Pd), è iniziata in Aula al Senato la discussione generale sulla legge delega per la lotta alla povertà e il riordino delle prestazioni sociali. Si tratta della prima misura nazionale di contrasto destinata ad assicurare un sostegno economico al 24,5% dei nuclei familiari che risultano al di sotto della soglia di povertà (dati 2014, erano il 18,7% nel 2008). Il provvedimento, approvato in commissione Lavoro senza modifiche rispetto al testo arrivato dalla Camera, può contare su una dote iniziale significativa. Tra gli obiettivi, il riordino delle misure per l'assistenza agli indigenti e l'introduzione del reddito di inclusione, finalizzato a sostenere le famiglie in povertà assoluta, stimate in circa 400mila unità, a partire dai nuclei con bambini.

Reddito di inclusione per i meno abbienti
A regime, il reddito di inclusione (acronimo Rei) sarà in pratica il sussidio unico a livello nazionale e a carattere universale che verrà riconosciuto ai meno abbienti a condizione che rientrino nei requisiti e aderiscano a un «Progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all'affrancamento dalla condizione di povertà». L'assegno mensile del Rei avrà un importo medio dai 350 ai 450 euro, in cui verrà riassorbita anche la Carta acquisti ricaricabile da 40 euro mensili (lo strumento di integrazione al reddito già in corso di sperimentazione in 12 città con più di 250mila abitanti) quale contributo per la spesa alimentare, sanitaria e il pagamento delle bollette della luce e del gas.

Già stanziato 1 miliardo di euro per il 2017
Sul fronte degli stanziamenti, l'attuazione della legge delega (previsto un termine di sei mesi dall'entrata in vigore) potrà contare su un apposito fondo relativo al Piano nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale (istituito dalla legge di Stabilità 2016) la cui dotazione è stata riconfermata e aumentata nella legge di Bilancio 2017. Parliamo di 1.030 milioni di euro per il 2017 e di 1.054 milioni di ero annui a decorrere dal 2018.

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