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La miniera degli oltre 10mila open data della pubblica amministrazione

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Attualità

La miniera degli oltre 10mila open data della pubblica amministrazione

Sono più di 10.300 gli open data delle pubbliche amministrazione resi disponibili su Dati.gov.it, portale di riferimento gestito dall’Agenzia per l’Italia digitale. Il restyling del sito web verrà presentato mercoledì 8 marzo, nell’ambito della Settimana dell’amministrazione aperta, in corso fino all’11 marzo.

Il rinnovo della piattaforma italiana dedicata agli open data è solo una delle numerose iniziative promosse dalle amministrazioni sull’intero territorio nazionale (il calendario è consultabile su www.open.gov.it/saa), tra seminari e focus group. La Settimana, promossa dal dipartimento della Funzione pubblica, è dedicata a sensibilizzare gli enti pubblici e i cittadini sulla trasparenza e prevenzione della corruzione, sulla partecipazione e sull’innovazione digitale.

L’iniziativa si è aperta con l’Open data day, celebrato a livello europeo, ma che in Italia assume un significato particolare alla luce dei passi ancora necessari da fare per rendere veramente fruibile il patrimonio di informazioni delle pubbliche amministrazioni.

A oggi, infatti, analizzando i database disponibili su Dati.gov.it, sono ben 51 i formati (le estensioni dei file) con cui vengono messe online le informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni e, non sempre, a fare il download è un esperto informatico capace di destreggiarsi tra file .json (ben 3.159 sul totale) oppure .shp, .kmz e così via.

Inoltre, la ratio con cui vengono “liberati” i dati sul web da parte degli enti pubblici è quella di poterli rendere disponibili e utilizzabili da parte del pubblico. Stupisce, quindi, notare che qualcuno ancora li carica come immagini (con l’estensione del file .jpg o .tif) oppure in formato testuale (.txt), difficilmente visualizzabile tramite grafici e diagrammi.

Mettendo in classifica gli enti pubblici per numero di dati “aperti”, sono i Comuni a liberare un maggior numero di informazioni (con 3.864 database pubblicati online), seguiti dalle Regioni e dagli enti nazionali. Tra questi ultimi Istat, Inps e Inail sono i maggiori produttori di dataset.

Passando in rassegna gli open data per tipologia di temi trattati (in base alla suddivisione tematica disponibile su Dati.gov.it), al primo posto ci sono quelli che riguardano la “Cultura” (346 database), poi quelli dedicati al “Turismo” (304) e alla “Sanità” (259). Solo 12, infine, quelli aggregati sotto l’etichetta “Giustizia e sicurezza”.

L’Italia ha aderito nel 2011 a Open Government Partnership (Ogp), un progetto laterale voluto da Barack Obama e che oggi vede la partecipazione di 75 Paesi. Aderire a Ogp significa impegnarsi in progetti concreti per la trasparenza, partecipazione civica e innovazione della Pa. Nel 2016, il ministro Madia ha dato nuovo impulso alla partecipazione italiana a Ogp e la Settimana dell’amministrazione aperta fa parte di questo piano.

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