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DA ROMA A milano

Papa: l’Ue affronti le sfide di oggi. Populismo nasce da egoismo, solidarietà antidoto

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Un incontro atteso nella Sala Regia del Palazzo apostolico in Vaticano alla vigilia delle celebrazioni del 60mo anniversario dei Trattati di Roma del 1957. Il Papa ha ricevuto i 27 capi di Stato e di Governo dell’Unione europea a Roma per le celebrazioni. L'udienza si è aperta con il saluto del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che, in onore del papa argentino, ha cominciato l'intervento parlando in spagnolo. «L'Unione e' l'unico continente al mondo dove non esiste la pena di morte - ha detto Tajani - a dimostrazione che nessuno ha il diritto di togliere la vita ad un altro essere umano nessun può togliere la liberta ad un essere umano di redimersi». Subito dopo il saluto, emozionato, di Paolo Gentiloni presidente del Consiglio italiano.

Gentiloni,laUe non è non solo parametri economici
«Oggi la globalizzazione, che è un'opportunità, ha anche creato squilibri insopportabili: milioni di poveri interrogano la nostra responsabilità, la crisi
economica ha fatto crescere la disoccupazione. Di fronte a queste sfide abbiamo il dovere di individuare soluzioni comuni» ha detto il premier italiano nell’udienza in Vaticano. «L'Unione non è solo quella dei parametri ma quella dei valori, della ricchezza delle diversità, dell'esempio, della morale e delle idee».

Papa Francesco: Trattati Roma non viaggio memoria,affrontare sfide oggi

«Ritornare a Roma sessant'anni dopo - ha detto Bergoglio - non può essere solo un viaggio nei ricordi, quanto piuttosto il desiderio di riscoprire la memoria vivente di quell'evento per comprenderne la portata nel presente.

Occorre immedesimarsi nelle sfide di allora, per affrontare quelle dell'oggi e del domani». E ha aggiunto: «Non si può comprendere il tempo che viviamo senza il passato, inteso non come un insieme di fatti lontani, ma come la linfa vitale
che irrora il presente» ha sottolineato il pontefice. I Padri fondatori «apponendo la propria firma sui due Trattati, hanno dato vita a quella realtà politica, economica, culturale, ma soprattutto umana, che oggi chiamiamo Unione Europea».

Papa, contro spinte centrifughe risposta è solidarietà
« Il primo elemento della “vitalità europea” è la “solidarietà” e “tale spirito è quanto mai necessario oggi, davanti alle spinte centrifughe come pure alla tentazione di ridurre gli ideali fondativi dell'Unione alle necessità produttive, economiche e finanziarie» ha detto il Papa nel discorso ai capi di stato e di governo europei. «Dalla solidarietà - ha sottolineato il pontefice - nasce la capacità di aprirsi agli altri».

“L'Europa deve evitare la «tentazione di ridurre gli ideali fondativi dell'Unione alle necessità produttive, economiche e finanziarie”

L’esortazione di Papa Francesco ai Capi di Stato e di Governo Ue in udienza a Roma  

Francesco ha poi sottolineato che l'Europa si adoperò con fatica per far cadere il muro «eppure oggi si è persa memoria della fatica. Si è persa pure la consapevolezza del dramma di famiglie separate, della povertà e della miseria che quella divisione provocò» ha detto il Pontefice richiamando alla
memoria dei leader europei «quell'innaturale barriera che dal Mar Baltico all'Adriatico divideva il continente». «In un mondo che conosceva bene il dramma di muri e divisioni, era ben chiara l'importanza di lavorare per un'Europa unita e aperta».


Papa, non ridurre ideali Europa a necessità finanza
L'Europa deve evitare la «tentazione di ridurre gli ideali fondativi dell'Unione alle necessità produttive, economiche e finanziarie» piuttosto deve puntare «ai valori» mettendo al centro “l'uomo”. l’esortazione ai leader europei.

Papa, pilastri Europa, centralità uomo e apertura al mondo
Nonostante le tante crisi che attraversano l'Europa, risposte per il futuro possono essere ritrovate «proprio nei pilastri sui quali essi hanno inteso edificare la Comunità economica europea: la centralità dell'uomo, una solidarietà fattiva, l'apertura al mondo, il perseguimento della pace e dello sviluppo, l'apertura al futuro» ha indicato il Papa.

«A chi governa - ha aggiunto - compete discernere le strade della speranza, questo è il vostro compito, identificare i percorsi concreti per far sì che i passi
significativi fin qui compiuti non abbiano a disperdersi, ma siano pegno di un cammino lungo e fruttuoso».

Populismo nasce da egoismo, solidarietà antidoto
«L'Europa ritrova speranza nella solidarietà, che è anche il più efficace antidoto ai moderni populismi» ha ricordato Francesco sottolineando che «i populismi fioriscono dall'egoismo, che chiude in un cerchio ristretto e soffocante e che non consente di superare la limitatezza dei propri pensieri e 'guardare
oltre'. Occorre ricominciare a pensare in modo europeo» e «alla politica spetta tale leadership ideale, che eviti di far leva sulle emozioni per guadagnare consenso». Il benessere ha detto Francesco ha tarpato le ali all’Europa. Invitando i leader Ue a recuperare ideali persi e speranza: «Non ci si può limitare a gestire la grave crisi migratoria di questi anni come fosse solo un problema numerico, economico o di sicurezza. La questione migratoria pone una domanda più profonda, che è anzitutto culturale». La ricchezza dell'Europa ha sottolineato il Papa è stata sempre la sua “apertura” e invece “il benessere acquisito sembra averle tarpato le ali e fatto abbassare lo sguardo». E così la paura dell'altro, a partire dai migranti che bussano alle porte dell'Europa «trova nella perdita d'ideali la sua causa più radicale».

“A differenza però di un essere umano di sessant'anni, l'Unione Europea non ha davanti a sé un'inevitabile vecchiaia, ma la possibilità di una nuova giovinezza”

Papa Francesco ai 27 leader Ue 

Europa ha 60 anni ma se vuole davanti nuova giovinezza
L'Unione Europea ha 60 anni, l'età «della piena maturità. Un'età cruciale nella quale ancora una volta si è chiamati a mettersi in discussione. Anche
l'Unione Europea è chiamata oggi a mettersi in discussione, a curare gli inevitabili acciacchi che vengono con gli anni e a trovare percorsi nuovi per proseguire il proprio cammino. A differenza però di un essere umano di sessant'anni, l'Unione Europea non ha davanti a sé un'inevitabile vecchiaia, ma la possibilità di una nuova giovinezza» ha detto il Papa sottolineando che «il suo successo dipenderà dalla volontà di lavorare ancora una volta insieme e dalla voglia di scommettere sul futuro».

E poi l’appello «A Voi, in quanto leader - ha sottolineato Francesco - spetterà discernere la via di un 'nuovo umanesimo europeo', fatto di ideali e concretezza. Ciò significa non avere paura di assumere decisioni efficaci, in grado di rispondere ai problemi reali delle persone e di resistere alla prova del tempo».

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