Italia

’Ndrangheta, nel mirino lavori ferroviari in Liguria

  • Abbonati
  • Accedi
sequestri in 5 società

’Ndrangheta, nel mirino lavori ferroviari in Liguria

(Ansa, Polizia)
(Ansa, Polizia)

Il raddoppio della linea ferroviaria in Liguria tra Savona e Imperia era caduto nelle mani sbagliate.
Tra le società appena sequestrate su imput della Dda di Catanzaro figura la “Costruzioni Generali s.r.l.”, affidataria, in subappalto, di lavori per la realizzazione del “raddoppio” della linea ferroviaria ligure Andora (Sv) – San Lorenzo (Im), della quale è titolare l'imprenditore catanzarese Raffaele Dornio (24 anni) il cui padre, Gaetano anch'egli imprenditore e destinatario del provvedimento di sequestro, risulta aver intrattenuto rapporti economici sin dal 2009/2010 con il collaboratore di giustizia Gennaro Pulice.

Ndrangheta, sequestrati beni a collaboratore di giustizia

Con riferimento alla “Costruzioni Generali s.r.l.” la Dda ha accertato che anche se formalmente intestata a Dornio, era di fatto riconducibile a Pulice tanto che in determinate circostanze, quest'ultimo ne rivendicava gli utili in relazione a lavori effettuati, a fronte di corrispondenti pagamenti per salari e stipendi ai dipendenti o come compensazione di tasse pagate per l'attività d'impresa.

Questa attività è il frutto del provvedimento emesso dal Gip di Catanzaro con il quale è stato disposto il sequestro preventivo dei beni riconducibili al collaboratore di giustizia Pulice, alla moglie e ad alcuni imprenditori operanti nel campo delle costruzioni, considerati suoi prestanome.

Le attività investigative, coordinate dalla locale Procura Distrettuale Antimafia secondo le direttive del Procuratore Capo Nicola Gratteri, del procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e del sostituto procuratore Elio Romano, sono state svolte dal personale del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato – Unità Indagini Patrimoniali e dalla Squadra Mobile di Catanzaro, collaborata dal Commissariato di Lamezia Terme.

Gennaro Pulice esponente apicale delle cosche confederate “Iannazzo e Cannizzaro Daponte”, autore di diversi omicidi, il primo dei quali commessi quando era ancora minorenne, è un collaboratore di eccezionale importanza poiché oltre ad aver riferito in ordine alla propria ed altrui partecipazione a tali efferati crimini è emerso quale affermato uomo d'affari ed imprenditore di successo, dedito, dopo una vertiginosa scalata da ruoli di pura manovalanza a posizioni di rilevante prestigio criminale e dopo il conseguimento di due lauree in giurisprudenza e scienze giuridiche, ad investimenti di elevato profilo ed operazioni finanziarie spregiudicate.

Le indagini hanno permesso di accertare che Pulice, nel periodo antecedente il suo arresto, nel maggio 2015 nell'ambito dell'operazione “Andromeda”, realizzata dalla Polizia di Stato, aveva posto in essere, con il concorso di imprenditori compiacenti una serie di interposizioni fittizie in relazione alla titolarità delle proprie attività economiche con lo scopo di evitare eventuali misure di sequestro del proprio patrimonio come conseguenza della possibile applicazione di misure di prevenzione nei suoi confronti.

La ricostruzione della genesi e degli sviluppi delle ramificazioni affaristico-imprenditoriali di Pulice sul territorio nazionale, ha messo in luce la sua capacità di interagire con imprenditori le cui attività produttive vivevano periodi di difficoltà economica che venivano superate grazie all'immissione dei capitali nella disponibilità di Pulice, cosicché divenivano, di fatto “prestanomi” di quest'ultimo.

Nel corso della operazione, sono state sottoposte a sequestro la totalità delle quote e l'intero patrimonio aziendale di 5 società e di 1 impresa individuale, operanti prevalentemente nel settore delle costruzioni, 20 beni immobili, alcuni veicoli e diversi rapporti bancari, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

Nei confronti dei soggetti colpiti dal sequestro, la Procura della Repubblica di Catanzaro, ha contestato il delitto di trasferimento fraudolento di valori aggravato dalle modalità mafiose.
r.galullo@ilsole24ore.com

© Riproduzione riservata