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Sicurezza ferroviaria, nel 2016 record di vittime nella rete regionale…

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Sicurezza ferroviaria, nel 2016 record di vittime nella rete regionale concessa

Il 2016 è stato l'anno terribile delle ferrovie regionali. Complice il drammatico incidente di luglio sulla Bari-Barletta, sui circa 2mila chilometri di reti locali interconnesse alla rete nazionale è stato registrato il numero più alto di vittime, tra morti e feriti gravi, negli ultimi dieci anni: 44. La portata di questa cifra si comprende anche dal fatto che sulla rete Rfi, lunga circa 16mila chilometri, gli incidenti sono stati 83, dovuti principalmente agli attraversamenti dei pedoni. È quanto rivela la relazione sulla sicurezza ferroviaria presentata stamattina dall'Ansf a Roma, alla presenza del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio. La relazione è una versione preliminare, con dati non ancora consolidati, che anticipa il report annuale inviato, come da obbligo di legge, entro il mese di settembre al Mit.

Rete nazionale, il pericolo arriva dai pedoni
Partiamo dalla rete Rfi. Qui ci sono state, nel corso dell'anno, 83 vittime di incidenti: 59 morti e 24 feriti gravi. Sostanzialmente, si tratta di un numero in linea con l'anno precedente (83 vittime: 46 morti e 37 feriti gravi) e al di sotto del valore medio nazionale del periodo 2005-2015, segnando un -35% rispetto al 2005. La fotografia, insomma, è piuttosto positiva ed evidenzia un calo costante nel corso degli ultimi anni. Inoltre, va sottolineato che non ci sono state collisioni tra treni: l'ultimo incidente di questo tipo risale al 2014. Il problema principale resta quello dei pedoni: anche nel 2016, infatti, gli investimenti di pedoni rappresentano la maggiore causa di morte sui binari. Sulla rete nazionale (gestita da Rfi) si sono contati 72 incidenti di questo tipo sugli 87 complessivi, con 54 morti (sui 59 complessivi, il 98% del totale) e 17 feriti gravi. Il dato rimane sostanzialmente costante rispetto al 2015.

Ferrovie regionali, picco di incidenti nel 2016
Fuori dalla rete nazionale, c'è il fronte delle ferrovie regionali interconnesse: si tratta di una porzione di circa 2mila chilometri di rete entrata sotto la giurisdizione dell'Agenzia a settembre scorso, a poche settimane dall'incidente in Puglia. Qui i numeri dei 2016 sono eloquenti. Le vittime sono state 44, per un totale di 7 incidenti. La progressione degli ultimi anni evidenzia che questo dato è il peggiore del decennio: di solito, anche queste reti riescono ad attestarsi su livelli di sicurezza buoni. Sia nel 2014 che nel 2015, ad esempio, le vittime erano state solo quattro. Nel tempo, però, si assiste a picchi di incidenti preoccupanti, come nel 2011 e nel 2013, quando è stato superato il tetto di 20 vittime.

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Il gap dei sistemi tecnologici di protezione
Insomma, c'è molto lavoro da fare. Queste ferrovie presentano la necessità di un innalzamento del livello tecnologico rispetto alla rete gestita da Rfi. Il loro traffico è, infatti, solo in minima parte coperto da sistemi automatici di protezione della marcia del treno che, invece, si trovano sul resto della rete. Per questo, l'Agenzia sta monitorando il completamento dei piani di adeguamento tecnologico e, nel frattempo, ha chiesto a tutti gli operatori regionali l'adozione immediata di misure di mitigazione del rischio.

Delrio: allineare gli standard di tutta la rete
Il tema delle ferrovie regionali è centrale per il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio: «Abbiamo già stanziato 300 milioni di euro per accelerare la messa in sicurezza sulle reti interconnesse con la linea nazionale – ha spiegato -: contiamo sulla collaborazione delle Regioni e le aziende per la realizzazione dei lavori in tempi ristretti. Contiamo anche sul lavoro dell'Ansf che, nel suo ruolo istituzionale, sta indicando la strada per questo grande cambiamento. L'obiettivo a lungo termine rimane quello di completare il processo di unificazione delle norme e procedure per la sicurezza ferroviaria su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo anche le ferrovie isolate».

Gargiulo (Ansf): lavorare sulle reti regionali
L'allineamento di tutta la rete è la priorità del direttore dell'Ansf, Amedeo Gargiulo: «La sicurezza ferroviaria deve essere uguale dappertutto. Le reti regionali hanno bisogno di lavorare per innalzare i propri standard tecnologici, mettendo in campo fin da subito misure cautelative. Sulla rete nazionale, nonostante i risultati positivi, non bisogna abbassare la guardia sulla manutenzione, mentre rimane il tema dei comportamenti scorretti che sono alla base della maggior parte degli incidenti sui binari».

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