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Il mito di Ayrton Senna in mostra al museo Lamborghini

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Il mito di Ayrton Senna in mostra al museo Lamborghini

Ogni giorno, nel cimitero di San Paolo, in Brasile, i suoi connazionali arrivano per un saluto, una carezza, un fiore. Ogni giorno, nonostante tra pochi giorni saranno passati 23 anni da quel pomeriggio a Imola, quando Ayrton Senna perse la vita uscendo dalla curva del Tamburello. Aveva 34 anni e due occhi malinconici anche quando vinceva. E vinceva tantissimo.

A lui e a quel giorno sfortunato è dedicata la mostra fotografica “Ayrton Senna. L’ultima notte” inaugurata ieri e inserita all’interno della collezione permanente del museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese: sarà visitabile ogni giorno fino al 9 ottobre.

Foto, ma non solo: in esposizione ci sono anche tutte le monoposto con cui il brasiliano corse, dall’esordio alla sua morte (Toleman, Lotus JPS, McLaren e Williams). Tra le vetture presenti anche la MP4/8 bianca, identica a quella del test dell’Estoril in cui Senna provò una McLaren con motore Lamborghini.

“«Ripensare a Senna è un viaggio nella memoria collettiva»”

Giorgio Terruzzi 

La mostra è stata inaugurata da Stefano Domenicali, presidente e Ad di Automobili Lamborghini. Con lui anche Ercole Colombo e Giorgio Terruzzi, autori e curatori della storia fotografica, e Mauro Forghieri e Daniele Audetto, entrambi testimoni, nel 1993 a l’Estoril, della prova del pilota brasiliano.

«Raccontare Ayrton Senna non è cosa semplice - ha scritto Teruzzi nel volume che racchiude le immagini più belle del pilota, fuori e dentro le monoposto - . Comporta attraversare un’avventura agonistica particolarmente intensa, avere a che fare con l’anima esposta di un uomo complesso, tornare su un epilogo tragico». Ripensare a Senna è «un viaggio nella memoria collettiva, dentro la quale ogni appassionato conserva momenti particolari, ricordi personali, emozioni e dolori legati a una figura che in qualche modo continua ad apparire, a correre in un coloratissimo firmamento».

«Dov’eri quando è morto Ayrton Senna? Prova a fare questa domanda a chiunque. Ciascuno ti risponderà descrivendoti un luogo, il momento preciso»: così il cantante Lucio Dalla, che a Senna aveva anche dedicato una canzone, provava a spiegare il segreto del legame indissolubile tra gli appassionati di Formula 1 e il pilota brasiliano. Che da quel giorno di maggio del 1994 si è esteso anche a chi di macchine e motori non capisce molto: c’è da scommettere che la mostra allestita al Museo Lamborghini non sarà visitata solo da appassionati di gare automobilistiche.

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