Italia

Primarie Pd, campagna al rush finale. Scontro sulle alleanze e…

  • Abbonati
  • Accedi
domenica il voto dalla 8 alle 20

Primarie Pd, campagna al rush finale. Scontro sulle alleanze e incognita affluenza

  • – di Redazione Online

Vigilia di primarie Pd, con i temi dell’affluenza e delle future alleanze sempre in primo piano. I gazebo resteranno aperti dalle 8 alle 20 di domenica. Il partito fa affidamento su almeno 50mila militanti. I seggi saranno in tutto circa 10mila, tra gazebo all’aperto, in piazza, circoli al chiuso e altri locali rimediati per l’occasione. Renzi da Bruxelles ha ribadito ieri che i partiti socialisti in Europa «devono investire nei diritti sociali» e sui temi della sinistra «ma anche nel centro» perché «con i radicali si vincono le primarie, ma poi si perdono le elezioni».

Diversa la posizione dello sfidante Andrea Orlando, che oggi ha ribadito: «Domani non si decide solo quale candidato guiderà il Partito democratico, si decide anche se si ricostruisce il centrosinistra oppure se si opta per un'alleanza con Berlusconi», come è disponibile a fare Renzi in caso di necessità. «Io credo - ha aggiunto - che occorra ricostruire il centrosinistra». Mentre il terzo competitor, Michele Emiliano (la cui mozione a Roma ha chiuso la campagna nel quartiere periferico di Tor Bella Monaca) non ha escluso nei giorni scorsi una collaborazione di governo con il M5s.

Appello di Renzi: non fatevi rubare le primarie
Lo spauracchio più grande per Renzi è quello di una bassa affluenza. Il numero di partecipanti alle primarie del partito democratico è andato sempre più diminuendo, passando dai 3.554.169 del 14 ottobre 2007 ai 3.102.709 del 25 ottobre 2009 fino ai 2.814.881 dell'8 dicembre 2013. Il 30 aprile nessuno si aspetta più di 2 milioni di votanti, con un ulteriore netto passo indietro rispetto a quattro anni fa. Renzi, durante il confronto tv su Sky, ha abbassato molto l’asticella. «Tutto ciò che ha la cifra di un milione davanti va bene» ha detto. Oggi nella sua enews ha attaccato politici, commentatori e opinionisti contrari alle primarie che «dicono che se solo un milione di persone domani andrà a votare, sarà un flop». Lo ha fatto sostenendo che un milione di persone rappresentano una forza straordinaria». Con l’impegno a «fare di tutto perché si possa superare questa cifra». Quella del milioni di voti è in effetti la soglia psicologica minima. «Sopra un milione di persone è sempre un successo», ha ribadito Matteo Orfini, presidente del Partito democratico, schierato con la mozione Renzi.

Orlando: bene primarie se si supera affluenza 2013
Di tutt’altro avviso Andrea Orlando, che ha alzato molto oltre l’asticella. Per il Guardasigilli, i gazebo si potranno considerare «un successo solo se voterà uno in più dei 2,8 milioni del 2013». Risultato che appare irrealistico. Se andasse a votare solo un milione di persone, la vittoria di Renzi (perché nessuno mette in discussione che lui prenderà più voti degli altri due competitor) verrà considerata una mezza sconfitta. Volendo tenere come termine di paragone i 2,8 milioni del 2013, 1 milione di votanti rappresenterebbero meno della metà di quattro anni fa. Un segnale inequivocabile di disaffezione che peserebbe come un macigno sul vincitore.


© Riproduzione riservata