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Primarie Pd, a Renzi oltre il 70%. Affluenza verso i 2 milioni

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Seggi chiusi alle 20

Primarie Pd, a Renzi oltre il 70%. Affluenza verso i 2 milioni

(Ansa)
(Ansa)

Affluenza 1 milione e 848 mila votanti. E vittoria netta di Matteo Renzi, con il 70,1% dei voti. Mentre Andrea Orlando è intorno al 19,5%, e Michele Emiliano al 10,49%. È la fotografia delle primarie Pd diffusa dal partito in tarda mattinata di lunedì, all’indomani del giorno in cui il popolo dem si è messo in fila per scegliere il suo nuovo segretario, fra l’ex premier Matteo Renzi, il guardasigilli Andrea Orlandoe il governatore della Puglia Michele Emiliano. Si è votato in 10 mila tra gazebo e seggi in tutta Italia (80mila i volontari impegnati). «Una responsabilità straordinaria!! Grazie di cuore a questa comunità di donne e uomini che credono nell’Italia. Avanti, insieme». Questo il primo commento di Renzi, postando su Instagram un biglietto firmato da lui e da Maurizio Martina, che ha corso in ticket con lui, come vice, alla segretaria del Pd. Il neo segretario in serata ha ringraziato Orlando e Emiliano. E ha espresso sentimenti di «vicinanza e amicizia» al premier Gentiloni. Assicurando che il Pd anche se ha un «leader forte, non è un partito personale». E che il congresso «non è una rivincita e segna l’inizio di una pagina nuova»

PRIMARIE PD 2017
Dati al 1° maggio

Vittoria larga di Renzi
Quella di Renzi (che ha già ricevuto la telefonata di congratulazioni del premier Paolo Gentiloni) è stata una vittoria larga, oltre le previsioni. In Piemonte si è attestato intorno al 75%. In Toscana intorno all’80%. A Bologna si è imposto con il 71,9% (Orlando al 23,6% e Emiliano al 4,5%). A Milano con il 72% (Orlando al 24,6% e Emiliano al 3,3%). Gli occhi erano puntati soprattutto sull’affluenza, che tutte le previsioni davano più bassa di quella di quattro anni fa, quando fu di 2 milioni e 800mila votanti. In attesa dei dati definitivi (in alcuni seggi si sono registrate file e si è deciso di tenere aperte le urne anche oltre le 20 per far votare tutti), già quelli parziali delle 17andavano oltre le aspettative della vigilia con 1.493.751 votanti. Matteo Richetti, portavoce della mozione Renzi, ha stimato un’affluenza intorno finale intorno a 1,8-1,9milioni, con Renzi «tra il 65 ed il 70 per cento».

Da registrare che il numero di partecipanti alle primarie del partito democratico è andato sempre diminuendo, passando dai 3.554.169 del 14 ottobre 2007 ai 3.102.709 del 25 ottobre 2009 fino ai 2.814.881 dell’8 dicembre 2013, nella sfida vinta da Renzi contro Gianni Cuperlo e Pippo Civati. Gli ultimi sondaggi arrivati sui tavoli di Largo del Nazareno parlavano di un’affluenza finale complessiva il 30 aprile sopra il milione e mezzoe di un risultato per la mozione Renzi al 65\67 per cento. Inutile dire che il dato sull’affluenza è di particolare importanza perché avrà un effetto sulla legittimazione politica del nuovo leader.

Il nodo affluenza
Renzi, sin dal confronto tv su Sky, ha abbassato molto l’asticella («Tutto ciò che ha la cifra di un milione davanti va bene»). Per lui dunque ufficialmente un milione di persone ai seggi era la soglia minima per parlare di un successo delle primarie. Ma gli sfidanti non la pensavano così. Andrea Orlando e Michele Emiliano hanno continuato ad accusare Renzi di aver dato scarsa pubblicità all’appuntamento. E il Guardasigilli ha fissato a quota due milioni l’asticella dell’affluenza.

Renzi ha votato a Pontassieve (dove ha ottenuto l’81,6% dei voti) e ha fatto 25 minuti di coda: «Un segnale molto bello» ha detto, parlando di «grande festa per la democrazia. «Per me un buon risultato sarebbe già una buona affluenza al voto. Ma voglio vincere» ha detto stamani il ministro della Giustizia Andrea Orlando arrivato al circolo del Pd del quartiere di Fossitermi, alla Spezia, dove ha votato. Michele Emiliano (che ha votato a Bari) su Facebook ha chiesto «a tutti i presidenti di seggio e i membri dei seggi elettorali di sorvegliare attentamente per evitare ogni forma di mercimonio intorno alle elezioni primarie ».

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Dove e come si votava
I seggi erano in tutto circa 10mila, tra gazebo all’aperto, circoli al chiuso e altri locali rimediati per l’occasione. Si votava presentando documento d’identità e tessera elettorale. Chi non era iscritto al Pd doveva anche versare un contributo minimo di 2 euro. Avevano l’obbligo di registrarsi on line i ragazzi tra i 16 e i 18 anni, gli studenti e i lavoratori fuori sede e coloro che domenica non si erano nel loro Comune di residenza. Gli stranieri potevano votare se con permesso di soggiorno o richiesta di rinnovo, esibendolo con la carta di identità. Possibile anche il voto on line, a patto di essersi registrati prima. Per votare si poteva barrare il nome della lista del candidato a segretario nazionale che si intendeva sostenere.

Seggi chiusi a Gela e Nardò
Non sono mancati episodi sporadici di irregolarità, che hanno portato alla chiusura dei seggi. A Nardò voto annullato per la presenza massiccia di esponenti di partiti di destra. Chiuso anche il seggio a Gela (Cl) dove si è registrato uno scontro a colpi di carta bollata tra le fazioni che sostengono i tre candidati, Renzi, Orlando e Emiliano, a causa dell’apertura inaspettata di un seggio che esponenti dei movimenti “Sicilia Futura”, facente capo a Salvatore Cardinale, e del “Megafono”, fondato dal governatore Rosario Crocetta, hanno definito «occulto» e «abusivo».

Grillo: su democrazia clic Pd ha visione antistorica
Nel giorno delle primarie dem, Beppe Grillo sul suo blog attacca il Pd e definisce «completamente insensata la polemica sulla “democrazia dei clic” che sarebbe inferiore alla “democrazia delle schede di carta” di cui si fanno promotori il
Pd, gli altri partiti del '900 e tutti i giornaloni». Per il leader del M5s «nasconde
una visione antistorica, antitecnologica, orientata al passato piuttosto che al futuro e anche un po' feticista». Di qui la rivendicazione del fatto che il MoVimento 5 Stelle, tramite la piattaforma “Rousseau”, «offre ai suoi iscritti il servizio del voto online perchè è più comodo e costa meno» ed «è più efficiente»
rispetto «a quello dei seggi fisici».

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