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Manovra, ok alla web tax «transitoria»

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in commissione alla camera

Manovra, ok alla web tax «transitoria»

Via libera bipartisan della commissione Bilancio della Camera all’introduzione in Italia di una “web tax transitoria”. E disco verde a una serie di correttivi per dare più appeal alla voluntary bis con sanzioni soft (si veda la scheda), al rilascio del certificato di regolarità fiscale anche alle imprese che hanno aderito alla rottamazione delle cartelle di Equitalia e all’accelerazione dei rimborsi Iva per attenuare gli effetti dello split payment sulla liquidità delle imprese. Come anticipato su queste pagine, ha ricevuto l’ok la norma che taglia da 90 a 65 giorni i tempi per l’erogazione dei rimborsi Iva in conto fiscale.

È questo l’esito della prima giornata di votazioni ai primi articoli, e annessi correttivi, della manovra. Una partita a tutto campo quella sui ritocchi che vede il parere favorevole del Governo e l’approvazione rinviata alle prossime ore per l’emendamento che cancella gli studi di settore e introduce gli indici di affidabilità economica per oltre 3,5 milioni di imprese e lavoratori autonomi. Con qualche ritocco dell’Esecutivo si voterà la proposta presentata da Michele Pelillo (Pd) che prevede un regime premiale a crescere con l’aumentare dell’affidabilità economica dei contribuenti misurata da 1 a 10 con appositi indici sintetici elaborati dalla Sose.

Prima della sospensione dei lavori in Commissione è arrivato anche il via libera all’unanimità alla possibilità per i contribuenti incapienti di cedere l’ecobonus per i lavori condominiali (si veda servizio a pagina 39). “Sì” a una serie di emendamenti, anche in questo caso in versione bipartisan, che hanno l’effetto di far decorrere la stretta sulle detrazioni Iva dalle fatture emesse a partire dal 1° gennaio 2017.

La proposta del presidente della Bilancio, Francesco Boccia (Pd), che punta a introdurre in Italia una web tax provvisoria o meglio “procedurale” ottiene dunque il primo via libera.

Senza andare a regolare il vero nodo della tassazione dei giganti del Web, ossia l’esistenza o meno di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato, Boccia ha proposto di partire subito con una cooperazione rafforzata tra le imprese e le multinazionali del web che hanno ricavi consolidati superiori al miliardo di euro e che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi nello Stato italiano per un ammontare superiore a 50 milioni di euro. Come ha spiegato il presidente della Bilancio il via libera all’emendamento «rende non più rinviabile la discussione in sede Ue sulla stabile organizzazione, così definita da una normativa comunitaria, scelta figlia di un tempo in cui la diffusione di Internet era ancora agli albori».

Con la norma approvata le società del web potranno optare per una confronto diretto con il Fisco italiano chiedendo agli uffici una valutazione dell’esistenza o meno dei requisiti che possano configurare una stabile organizzazione. Se dal confronto dovesse emergere la stabile organizzazione, per i periodi d’imposta per i quali sono scaduti i termini di presentazione delle dichiarazioni, l’agenzia e il contribuente definiranno in contraddittorio i debiti tributari. Debiti che se estinti dal contribuente attraverso l’accertamento con adesione fanno decadere anche il reato di omessa dichiarazione. Nella versione finale approvata dalla Commissione, con il voto favorevole di Ap, FdI, Sinistra Italiana, Mdp, FI, Cor,Possibile, resta la ripartizione a tre vie delle maggiori risorse che potranno arrivare dalla web tax transitoria: fondo per non autosufficienza, un importo non inferiore a 100 milioni al fondo per le politiche sociali e la parte restante al fondo tagliatasse.

Per restare in tema di tassazione delle piattaforme digitali resta aperto il confronto tra Governo e maggioranza sulla possibile modifica della cosiddetta norma Airbnb che disciplina la cedolare secca al 21% per le locazioni brevi e trasforma in sostituti d’imposta gli intermediari degli affitti lampo. Nel modificare l’articolo 4 delDl 50 l’Esecutivo, oltre a chiarire i soggetti obbligati ad applicare la ritenuta, compresi quelli che non hanno la stabile organizzazione in Italia, propone di introdurre per tutti la tassa di soggiorno. Un’introduzione su cui Palazzo Chigi ha più di un dubbio perché rappresenterebbe un nuovo prelievo soprattutto nei comuni dove la tassa di soggiorno oggi non è applicata.

Nonostante i primi voti restano le tensioni interne alla maggioranza sui correttivi di Ap e Pd sui voucher, con Articolo 1-Mdp a fare muro e pronto a uscire dalla maggioranza se i ritocchi dovessero essere votati. L’esito del braccio di ferro appare tutt’altro che scontata visto anche che il voto dei “bersaniani” potrebbe essere decisivo nel passaggio del maxi-decreto al Senato. La strada per il sì ai correttivi non è certo in discesa. Anche se il Pd è intenzionato ad andare avanti, come ha lasciato intendere Ettore Rosato, capogruppo Pd a Montecitorio. Tra le questioni ancora aperte c’è quella dell’aumento dei fondi per le Province indicato un pacchetto di emendamenti segnalati. Altro tema caldo su cui oggi si attende l’emendamento del Governo è quello dei giochi, a partire dal taglio delle slot negli esercizi commerciali e a un possibile intervento sul gioco on line.

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