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Governo Gentiloni il più povero del decennio

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i REDDITI DEI MINISTRI 2007-2017

Governo Gentiloni il più povero del decennio

Quando ieri a Villa Taverna Paolo Gentiloni ha stretto la mano a Donald Trump aveva di fronte a sé non solo l’uomo più potente al mondo ma anche il presidente degli Stati Uniti che ha messo insieme la squadra di governo più facoltosa nella storia degli Usa: il valore della ricchezza dei “ministri” trumpiani, secondo alcune stime, ammonta a ben 4,5 miliardi di dollari. Cifra incommensurabilmente superiore a quella che possono vantare il premier italiano e i membri del suo Governo: se si sommano tutti i loro redditi imponibili (anno 2016) ci si ferma, seppur di poco, sotto i due milioni di euro.

LA “RICCHEZZA” DEI GOVERNI DELL'ULTIMO DECENNIO
Reddito medio imponibile dei ministri. Dati in euro. Nota: i dati presi in considerazione sono quelli delle prime dichiarazioni presentate durante la carica al governo. L’elenco dei ministri si  riferisce alla squadra al momento del giuramento, non si tiene conto delle variazioni intervenute durante il mandato. (Fonte: dichiarazione dei redditi degli esponenti politici e Mef , Dipartimento delle Finanze)

Gentiloni può vantare «pregiatissimi antenati» (discende da una dei casati più antichi di Tolentino, i Gentiloni Silveri, nobili di Filottrano, Cingoli e Macerata), vive da sempre nel bel palazzo di famiglia a Roma a pochi metri dal Quirinale ma nel “gioco dei redditi” il suo Esecutivo perde anche in casa. Dall’analisi delle dichiarazioni patrimoniali dei membri dei governi che si sono succeduti dal 2006 a oggi (sei in totale) risulta che il Governo in carica dallo scorso dicembre è quello con la media di imponibile più bassa: 105.070 euro (che corrispondono comunque a cinque volte la media italiana). Irragiungibili i numeri del quarto Esecutivo Berlusconi (22,7 milioni, se si prende in considerazione come per tutti gli altri casi il primo anno in carica), come pure siderali appaiono le cifre dei “professori” di Mario Monti (17,9 milioni complessivi, con una media poco sotto il milione di euro): entrambi viaggiano a una media poco sotto il milione di euro.

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Dati in euro. Dichiarazioni anno 2016

Il presidente del Consiglio in carica perde però anche lo scontro diretto con Governi più “normali”. Quelli arrivati a Palazzo Chigi in questa legislatura - prima Letta (141mila euro di media) e poi Renzi (media di 126mila) - e una squadra di cui faceva parte in qualità di ministro delle Comunicazioni: il “Prodi secondo”, trainato oltre i 200mila euro di media dalla coppia formata da Tommaso Padoa-Schioppa e Giuliano Amato (quasi un milione di euro in due, media oltre 200mila euro). Un campionato che politicamente tutto sommato conviene perdere piuttosto che vincere: i 7 milioni di euro dichiarati dall’allora ministro della Giustizia Paolo Severino nel 2012 divennero un caso e un reddito medio cinquanta volte superiore a quello della totalità dei contribuenti (primato del Berlusconi IV) in tempi di prolungata crisi possono trasformarsi in materiale polemico scagliato dagli avversari.

Della graduatoria dei redditi del Governo Gentiloni (noti da marzo) colpisce soprattutto un paradosso. In testa c’è Valeria Fedeli, ex sindacalista della Cgil non laureata (dovette correggere la biografia comparsa sul sito del ministero dell’Istruzione e dell’Università subito dopo la sua nomina); in coda compare invece il ministro dell’Economia, ex capo economista e vice segretario generale dell’Ocse. In realtà i 49mila euro del titolare di via XX Settembre si spiegano con gli oneri deducibili per 72.370 euro pagati per il riscatto della laurea in Economia e commercio alla Sapienza di Roma.

Quando ha passato il campanello di Palazzo Chigi a Paolo Gentiloni, Matteo Renzi aveva due primati “pauperistici”. Fino a quel momento era stato il premier che si era presentato al nuovo incarico con il reddito imponibile più basso e aveva guidato il governo con le dichiarazioni più basse dal 2006 in poi. Il primo record lo ha conservato: i 99mila euro erano frutto dello stipendio dell’anno prima, quando era ancora solo sindaco di Firenze. Il primo e terzo dei suoi ministri più ricchi si sarebbero poi dimessi: Federica Guidi (Sviluppo economico, imponibile da 278mila euro), travolta dallo scandalo delle intercettazioni con il suo compagno Gianluca Gemelli, coinvolto nell’inchiesta sull’impianto Eni in Val d’Agri (la sua posizione è stata di recente archiviata). E Maurizio Lupi (Trasporti, imponibile da 181mila euro) che lasciò il ministero - senza essere indagato - in seguito al “caso del Rolex” regalato al figlio Luca emerso durante l’inchiesta Grandi opere.

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Dati in euro. Dichiarazioni anno 2014

Una donna, invece, guidava la classifica dei redditi nel Governo di Enrico Letta. Annamaria Cancellieri (Guardasigilli, già ministro dell’Interno con Mario Monti, 319.170 euro di reddito imponibile). Così come al femminile anche l’ultimo posto: quello occupato con appena 38mila euro da Cécile Kyenge, ministro per l’Integrazione di origine congolese, primo titolare di colore di un dicastero nella storia italiana. Quasi sulla linea mediana, quindi a metà classifica, il premier Letta.

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Dati in euro. Dichiarazioni anno 2013

Con il Governo guidato da Mario Monti, dopo il Berlusconi IV, sul fronte dei redditi si rimane a livelli molto alti: quasi 18 milioni di euro complessivi e una media appena inferiore a quella registrata dall’ultimo Esecutivo del Cavaliere: 941mila contro 986mila. Con una distribuzione della ricchezza che più diversa sarebbe difficile da immaginare: il Cavaliere da solo “portava” 14 dei 22 milioni complessivi; nel caso dei “professori” ci sono quattro milionari.

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Dati in euro. Dichiarazioni anno 2012

Numeri che per coincidenza ricordano, con un balzo nel passato, quelli di un altro governo di tecnici, l’Esecutivo di Lamberto Dini (’95-’96). In quella squadra i miliardari (ma in lire) erano proprio quattro: Agostino Gambino (Poste, 2,519 miliardi di lire), Augusto Fantozzi (Finanze, 2,382 miliardi), Susanna Agnelli (Esteri, 1,340 milioni) e Lamberto Cardia (che però non era ministro ma sottosegretario alla presidenza del Consiglio: 1,172 miliardi).

I 7 milioni di Severino, titolare della Giustizia nel Governo Monti, restano il valore più alto registrato da un ministro tra le dichiarazioni considerate in questa analisi sull’ultimo decennio. Numeri rivendicati dalla giurista, nonché uno dei più noti avvocati penalisti d’Italia: «Guadagnare - disse in occasione del clamore suscitato dalla pubblicazione della sua dichiarazione dei redditi - non è un peccato se lo si fa lecitamente, producendo altra ricchezza e pagando le tasse». Già nel 2001 la Severino “vinse” nella classifica dei manager pubblici più ricchi: in qualità di vicepresidente della magistratura militare (prima donna a ricoprire l’incarico) dichiarò un guadagno di 3,3 miliardi di lire.

Non sorprende trovare al primo posto nella classifica della ricchezza dei governi degli ultimi dieci anni un Esecutivo guidato da uno degli uomini più ricchi d’Italia. Silvio Berlusconi (199° nella classifica Forbes con un patrimonio stimato di 7 miliardi di euro). Colpisce invece una circostanza: il Cavaliere vince nonostante la dichiarazione presa in considerazione (quella del 2008, primo anno in carica) sia storicamente per lui una delle più scarse. Per avere un’idea delle grandezze: l’anno prima (2007) dichiarò 139 milioni, l’anno successivo (2009) risalì da 14 a 23 milioni per toccare i 48 milioni nel 2011. In totale, dal 2007 al 2013 (ultimo anno disponibile prima della decadenza da senatore e il venir meno dell’obbligo di rendere pubblica la propria dichiarazione dei redditi) Berlusconi ha totalizzato un imponibile di 194.656.716 euro. Zero è invece l’imponibile dell’allora ministro degli Esteri Franco Frattini: nell’anno di imposta 2007 ricopriva l’incarico di commissario europeo a Bruxelles e il suo stipendio non era soggetto all’imposta sul reddito nazionale. Nella dichiarazione successiva dichiarò un imponibile di 147.831 euro.

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Dati in euro. Dichiarazioni anno 2008

C’è anche Paolo Gentiloni nella (lunga) lista dei ministri del Governo Prodi, sostenuto dall’ampia coalizione dell’Unione. Da titolare delle Comunicazioni l’attuale premier dichiarava 58mila euro di più (178.496 euro) rispetto al 2016. La somma dei redditi arriva a 5,7 milioni ma la media (211mila euro) si “abbassa” per via del numero dei dicasteri: ben ventisei. La più povera era Livia Turco: con i suoi 120mila euro potrebbe oggi aspirare al podio nell’Esecutivo in carica.

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Dati in euro. Dichiarazioni anno 2007

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