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6/6 L’Aquila, 2009: nella città ferita dal terremoto

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    verso taormina

    G7, i vertici in Italia da Venezia all’Aquila. Il «triplete» di Berlusconi

    L'appuntamento di Taormina, venerdì 26 e sabato 27 maggio, è il sesto vertice dei Grandi a presidenza italiana. Gli ultimi tre sono stati presieduti da Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio in carica nel 1994 (Napoli), nel 2001 (Genova) e nel 2009 (L’Aquila)

    (Agf)
    (Agf)

    6/6 L’Aquila, 2009: nella città ferita dal terremoto

    Dall'isola della Maddalena all'Aquila (8-10 luglio 2009): dopo il terremoto del 6 aprile il presidente del Consiglio Berlusconi decide di spostare il G8 dalla Sardegna all'Abruzzo. Sede designata del vertice la caserma della Guardia di Finanza di Coppito, pochi chilometri fuori l'Aquila in direzione Nord-Ovest. Anche i giornalisti possono lavorare all'interno della caserma, pur con il pendolarismo quotidiano di quasi due ore in bus navetta, dovendo pernottare al Villaggio Mediterraneo di Chieti (che aveva ospitato fino a pochi giorni prima gli atleti partecipanti ai Giochi del Mediterraneo). Al termine della prima giornata dei lavori, il presidente americano Barack Obama visita il centro dell'Aquila, tra le macerie, i ponteggi e le ferite ancora vive del sisma, rimanendo impressionato da uno scenario che gli ricorda il “Ground Zero” di New York dopo l'11 settembre.
    Il G8 annuncia aiuti per 20 miliardi di dollari in tre anni agli agricoltori dei paesi poveri, soprattutto dell'Africa, per promuovere lo sviluppo rurale e l'autosufficienza alimentare.

    Prosegue all'Aquila la strategia di «outreach» verso paesi terzi, organizzazioni internazionali e non-governative e anche operatori privati. Ma il presidente cinese Hu Jintao, fra i leader invitati, è costretto a rientrare prima a Pechino a causa dei disordini nello Xinjang. Altri partecipanti al pranzo ufficiale offerto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non avranno molta fortuna negli anni successivi, come il leader libico Gheddafi e il presidente egiziano Mubarak.

    La dichiarazione finale rileva «segnali di stabilizzazione» dell'economia, ma anche «rischi significativi», in particolare con l'aumento della disoccupazione, che può mettere a repentaglio «la stabilità sociale». Non viene però concordato un piano economico globale, perché nessuno è d'accordo nel dire se la ripresa stia arrivando o se ci sia bisogno di ulteriori stimoli. Commenta in quell’occasione sulla «Stampa» l’economista Mario Deaglio: «C'è qualcosa di irreale nei leader del G8, riuniti in una città dove la terra non smette di tremare, per parlare di un'economia globale che non smette di sobbalzare». La crisi sarà ancora lunga, ma questa è un'altra storia.

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