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giudici amministrativi : cambiare le leggi

Musei, Franceschini: nomine conformi a legge, subito ricorso. Renzi: un errore non cambiare i Tar

«Faremo subito appello al Consiglio di Stato». Lo ha detto oggi a Roma il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, parlando della sentenza del Tar del Lazio che ha bocciato la nomina di alcuni dei 20 direttori dei principali musei. I giudici hanno contestato, tra l'altro, la partecipazione al concorso di cittadini non italiani. Il ministro ha spiegato che le nomine «sono conformi alla legge» e ha annunciato che «i direttori la cui nomina è stata bloccata dal Tar saranno sostituiti ad interim».

«Selezione nasce da norma dell'Art bonus»
«Trovo strano che la sentenza parli di stranieri quando in realtà i direttori sono europei - ha continuato Franceschini - e ciò contrasta con la Corte di Giustizia Europea e il Consiglio di Stato: io sono avvocato e uomo politico con esperienza, so che le sentenze non vanno commentate ma contrastate nelle sedi proprie». Il ministro si è poi detto stupito del fatto che il Tar «abbia definito questa procedura magmatica: la selezione internazionale è stata svolta da una commissione imparziale». E ha aggiunto: «La selezione internazionale pubblicata sull'Economist per i direttori dei musei è stata originata da una norma di legge dell'Art bonus, che ha individuato appositamente una procedura particolare».

«Direttori sostituiti ad interim, da oggi riforma bloccata»
«I direttori la cui nomina è stata bloccata dal Tar del Lazio saranno sostituiti ad interim» ha detto quindi Franceschini, aggiungendo che la «sentenza è stata già pubblicata e quindi i musei sono già di fatto senza direttori». «Queste persone - dice Franceschini - avevano lasciato tutto per ricoprire questi ruoli e la riforma stava già attuando un grande cambiamento, ma da oggi è bloccata». «È assurdo fare distinzioni sulla nazionalità dei candidati. Il direttore della National Gallery è italiano mentre quello del British Museum è tedesco. Davvero un grande danno di immagine», aggiunge il ministro.

I CINQUE DIRETTORI SOSTITUITI AD INTERIM

Tar respinge ricorso, Schmidt resta agli Uffizi
Eike Schmidt resta Direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze così come Cecile Holberg alla Galleria dell'Accademia di Firenze. Il Tar del Lazio infatti ha respinto il ricorso che riguardava la loro posizione perché la ricorrente «non ha potuto dimostrare l'illegittimità della sua estromissione».

Renzi: fatto bene su musei, sbagliato a non cambiare Tar
«Il fatto che il Tar del Lazio annulli la nostra decisione merita il rispetto istituzionale che si deve alla giustizia amministrativa ma conferma - una volta di più - che non possiamo più essere una repubblica fondata sul cavillo e sul ricorso». Così su Facebook il segretario del Pd Matteo Renzi commenta la sentenza sulle nomine. «Non abbiamo sbagliato perché abbiamo provato a cambiare i musei: abbiamo sbagliato perché non abbiamo provato a cambiare i Tar». E ha aggiunto: «Una delle scelte di cui sono e resterò più orgoglioso è aver dato ai più bravi la possibilità di concorrere per la direzione dei musei italiani, patrimonio mondiale dell'umanità. E i risultati già si vedono, a tutti i livelli».

Il post di Renzi rilanciato anche su Twitter

Il ministro Orlando: i Tar andrebbero cambiati
«Si era detto 'mettiamo le mani sulla giustizia amministrativa', non ce le abbiamo messe: i Tar andrebbero cambiati, senza demonizzarli». Così commenta il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, spiegando che «andrebbero cambiati precisando meglio qual è l'ambito di competenza della politica e qual è invece l'ambito di competenza di un tribunale amministrativo, che spesso entra invece nel merito di scelte che dovrebbero essere proprie della politica». Il Tar si sovrappone spesso alla politica?, gli è stato
chiesto durante la trasmissione L'aria che tira. «Sì», ha risposto il ministro.

Toghe amministrative, cambiare le leggi non i Tar
Critiche politiche alle quali hanno risposto piccate le toghe amministrative. «Le istituzioni rispettino i magistrati, chiamati semplicemente ad applicare le leggi, spesso poco chiare se non incomprensibili. La nomina di dirigenti pubblici stranieri (chiamati a esercitare poteri) è vietata nel nostro ordinamento. Se si vogliono aprire la porte all’Europa - e noi siamo d’accordo - bisogna cambiare le norme, non i Tar» ha affermato Fabio Mattei, presidente Anma, l’Associazione
nazionale magistrati amministrativi sulla decisione del Tar sui direttori dei musei.

"No comment" da molti direttori bocciati
«Adesso non posso dire niente, solo che aspetto disposizioni dal mio ministro» ha detto la direttrice del Marta (Museo archeologico) di Taranto, Eva Degl'Innocenti, in relazione dalla decisione del Tar che ha coinvolto anche la sua nomina. No comment anche dal direttore del museo di Capodimonte, il francese Sylvain Bellenger, che fa sapere di essere al lavoro come tutti i giorni e di non voler commentare la decisioni della giustizia italiana. E Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Paestum, dichiara: «Spero che ricerca, tutela e valorizzazione nei musei italiani vadano avanti, con o senza Zuchtriegel».
Peter Assmann, direttore di Palazzo Ducale di Mantova, fa sapere che «da oggi non sono più direttore di palazzo Ducale, mi è appena stato comunicato dal direttore generale del ministero».

Malacrino (MarRc): confido in Consiglio stato
Ma c’è anche chi si sbilancia di più. «Resto fiducioso negli esiti del procedimento al Consiglio di Stato. Fermo restando il rispetto della legge e delle decisioni dei giudici amministrativi, resta l'amarezza per l'impossibilità da oggi di portare avanti la programmazione scientifica e culturale di valorizzazione del patrimonio artistico e archeologico della Calabria e del Museo» ha affermato Carmelo Malacrino, direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria dopo la pronuncia del Tar del Lazio che ha sospeso la sua nomina
alla guida della struttura.

M5S: figuraccia Franceschini, Italia paga suoi errori
Sul fronte politico le opposizioni non hanno perso l’occasione per andare all’attacco. «La figuraccia davanti al mondo l'Italia l'ha fatta a causa di Franceschini che, per la direzione dei musei pubblici, ha utilizzato criteri di nomina che avevamo criticato fin dall'inizio» hanno dichiarato i deputati Cinquestelle in commissione Cultura di Camera e Senato. «Abbiamo contestato, anche attraverso atti parlamentari, la mancanza di oggettivi criteri di merito e di trasparenza - aggiungono - e oggi il Tar conferma quando affermavamo esprimendo motivazioni assolutamente circostanziate e condivisibili».

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