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Concorrenza, 236 sedute, 174 audizioni e nessuna legge

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dopo 838 giorni di discussione

Concorrenza, 236 sedute, 174 audizioni e nessuna legge

Commissioni Attività produttive e Finanze di Montecitorio, atto 3012-B, esame del disegno di legge annuale per la concorrenza: in scena, ieri, il nuovo ciclo di audizioni della Camera. Un profluvio di parole, osservazioni, documenti, slide e memorie scritte ha fin qui inondato - e a quanto pare continuerà a farlo - i lavori parlamentari di un Ddl approvato dal consiglio dei ministri il 20 febbraio 2015, 838 giorni fa.

Ne sono trascorsi poco di meno - 796 - da quando il provvedimento è stato presentato in Parlamento, proprio alla Camera (3 aprile 2015).

Il testo oggi è ancora in Parlamento, per la terza lettura a Montecitorio (dopo essere stato approvato in prima lettura il 7 ottobre 2015 e dal Senato con fiducia lo scorso 3 maggio). Non è ancora chiaro come finirà l’estenuante dibattito politico tra chi vorrebbe archiviare definitivamente la pratica, con una nuova richiesta di fiducia da parte del governo, e chi vorrebbe apporre ulteriori modifiche.

Per ora le commissioni Attività produttive e Finanze hanno riaperto le audizioni, ripartendo dall’ultimo vero punto controverso - la fine del mercato tutelato dell’energia dal 1° luglio 2019 - e dagli interventi dell’Authority per l’energia, delle associazioni e dei sindacati di settore. Un rapido conto dai bilanci parlamentari: finora sono stati auditi 66 soggetti alla Camera, 108 al Senato, tra associazioni di categoria e di settore, sindacati, ordini professionali, consumatori, authority di regolamentazione, organismi pubblici, docenti universitari. In 39 casi si è trattato di soggetti sentiti da entrambe le Camere, quasi sempre è stata depositata documentazione a corredo dell’audizione: 132 solo i testi consegnati alla commissione Industria del Senato.

Si è discusso tanto. Se si considerano anche quelle per esaminare e votare i singoli articoli e gli emendamenti, nel complesso sono 236 sedute parlamentari. Alla Camera sono state 60 in commissione (23 in sede referente e 37 in consultiva) e 6 in Aula mentre al Senato, dove i tempi si sono dilatati oltre ogni umana previsione, in commissione sono state 87 in sede referente e 76 in consultiva, in Aula 7.

Il provvedimento, collegato alla manovra 2015, è il primo Ddl sulla concorrenza presentato dal governo da quando, nel 2009, fu istituto l’obbligo di una legge annuale. Dopo un’ambiziosa (forse anche troppo) bozza d’ingresso in consiglio dei ministri, il Ddl fu varato con 32 articoli, che dopo l’esame della Camera sono diventati 52. Con la fiducia incassata dal governo a Palazzo Madama, il Ddl si è trasformato in un solo articolo composto da 193 commi. Semplificando al massimo, forzando ovviamente il ragionamento sul filo del paradosso, si potrebbe concludere che per approvare (in via non ancora definitiva) ogni singolo comma è stata necessaria più di una seduta parlamentare.

Tempistica a parte, comunque, in attesa di capire la durata effettiva di questa legislatura occorrerà arrivare a fine mese almeno con le idee chiare sul da farsi, avendo sciolto con certezza il nodo fiducia sì-fiducia no. Il calendario dell’assemblea di Montecitorio prevede l’approdo del testo il 26 giugno, per quella data probabilmente sarà anche più chiaro lo scenario sulle prossime elezioni. Va da sé che con il combinato disposto di voto anticipato e riapertura del testo in Parlamento la prima legge annuale per la concorrenza uscirebbe definitivamente dai monitor. A quel punto, quasi 900 giorni da quel dì...

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