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È morto a 84 anni il giurista Stefano Rodotà

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L’ADDIO AL PROFESSORE

È morto a 84 anni il giurista Stefano Rodotà

È morto, dopo una breve malattia, il giurista ed ex parlamentare Stefano Rodotà. Aveva 84 anni. Nato nel 1933, discendente di una famiglia di intellettuali e religiosi, dal 1997 al 2005 è stato il primo presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell'Unione europea.

È stato anche candidato non eletto per l'elezione del presidente della Repubblica nel 2013, votato dal Movimento 5 Stelle (che lo ha proposto dopo una votazione in rete tra i suoi iscritti), da Sinistra Ecologia Libertà e da alcuni parlamentari del Partito Democratico.

Deputato nel 1979
Nato nel 1933 a Cosenza da una famiglia originaria di San Benedetto Ullano, si iscrive al partito Radicale di Mario Pannunzio, e rifiutò nel 1976 e nel 1979 la candidatura nel Partito Radicale di Marco Pannella. Fu eletto deputato nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano, diventando membro della Commissione Affari Costituzionali. Nel 1983 viene rieletto e diventa presidente del gruppo parlamentare della Sinistra Indipendente. Deputato per la terza volta nel 1987, viene confermato nella commissione Affari Costituzionali e fa parte della prima Commissione bicamerale per le riforme istituzionali.

Ministro della Giustizia del governo ombra di Occhetto
Nel 1989 fu nominato ministro della Giustizia nel governo ombra creato dal
Pci di Achille Occhetto e successivamente, dopo la svolta della Bolognina. Aderì al Partito Democratico della Sinistra, del quale sarà il primo presidente del Consiglio nazionale, carica che ricoprirà fino al 1992. Nell'aprile del 1992 tornò alla Camera dei deputati tra le file del Pds, venne eletto vicepresidente.

Scrisse la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
Dal 1983 al 1994 è stato membro dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. Sempre in sede europea partecipò alla scrittura della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Dal 1997 al 2005 è stato il primo Garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell'Unione europea. È stato inoltre componente del gruppo europeo per l'etica delle scienze e delle nuove tecnologie e presidente della commissione scientifica dell'Agenzia europea dei diritti fondamentali. Ha insegnato in molte università europee, negli Stati Uniti, in America Latina, Canada, Australia e India. I suoi contributi maggiori sono soprattutto nel campo del diritto costituzionale, con riferimento al rapporto tra i diritti costituzionali fondamentali e quelli relativi alle tecnologie dell'informazione.

Il ricordo del giurista
Il ricordo del premier Paolo Gentiloni arriva via Twitter: «Ricordo Stefano Rodotà grande giurista, intellettuale di rango, straordinario parlamentare. Una vita di battaglie per la libertà». Il presidente del Senato Pietro Grasso ha ricordato Rodotà sulla sua pagina Facebook: «Addio a Stefano Rodotà: insigne giurista, uomo delle Istituzioni, intellettuale che ha dato moltissimo al nostro Paese. Ho avuto tante volte l’occasione di incontrarlo e confrontarmi sul tema dei diritti, a lui particolarmente caro e al quale ha dedicato decenni di impegno: ne ricordo l'intelligenza vivace e la straordinaria capacità di affrontare con linguaggio semplice temi profondamente complessi. Ci mancherà». Con Rodotà, ha sottolineato la presidente della Camera Laura Boldrini, «perdiamo uno straordinario giurista, che si è battuto per il diritto di avere diritti anche
nell'età digitale». Cordoglio per la scomparsa di Stefano Rodotà è stato espresso su Twitter dal ministro e vicesegretario del Pd Maurizio Martina: «Autentico combattente delle idee. Una grande perdita per tutto il Paese».

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