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Rodotà, lunedì alla Sapienza i funerali laici

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il giurista scomparso

Rodotà, lunedì alla Sapienza i funerali laici

  • – di Redazione online

La Sapienza ricorda Stefano Rodotà con una cerimonia che si terrà lunedì 26 giugno alle ore 11.00 nell’aula 101 della Facoltà di Giurisprudenza dove il feretro sarà portato dalla camera ardente allestita a Montecitorio. Docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo renderanno omaggio alla figura e al pensiero del giurista e docente dell'Ateneo scomparso.

La camera ardente a Montecitorio
Nel pomeriggio è stata aperta, nella sala Aldo Moro di Montecitorio, la camera ardente per rendere omaggio a Stefano Rodotà, scomparso ieri a 84 anni. L'omaggio al giurista scomparso a 84 anni sarà possibile anche domani dalle 10 alle 19. Tra i primi ad arrivare a porgere le loro condoglianze ai familiari del giurista, la presidente della Camera Laura Boldrini e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Presenti anche l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex premier Giuliano Amato.

Il ricordo del giurista
«Stefano Rodotà è un esempio di vita: professore, militante, divulgatore, parlamentare straordinario, esempio di una vita dedicata alla libertà», ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, dopo aver reso omaggio al giurista alla camera ardente a Montecitorio. Gentiloni ha ricordato «il buon esempio» dato da Rodotà «a tantissimi giovani che con lui hanno lavorato. Credo che meriti il ricordo di tutto il paese». Nel registro delle presenze, il premier ha scritto: «In ricordo di Stefano e del suo bellissimo esempio di vita». Commosso il ricordo del presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Era una cosa bella» l'amicizia con Stefano Rodotà, ha detto Napolitano parlando con i giornalisti dopo aver reso omaggio, con la moglie Clio, alla camera ardente del giurista allestita a Montecitorio. «Le nostre posizioni - ha sottolineato Napolitano - si erano allontanate da tempo. Poi c'è stato il confronto duro per il referendum sulla riforma costituzionale, ma entrambi, di comune accordo, siamo sfuggiti a qualsiasi sollecitazione per un incontro diretto tra noi che fatalmente rischiava di diventare uno scontro. Bisogna saper preservare l'amicizia».

Laura Boldrini, presidente della Camera, lo ha ricordato come «un uomo delle istituzioni che non si è mai stancato di parlare del diritto di avere diritti»: «Ho avuto il privilegio di lavorare con lui, lo avevo chiamato a dirigere la commissione Internet e insieme abbiamo visitato tante scuole. È un grande e profondo dolore». Con un post è giunto il cordoglio di Beppe Grillo: «Ci lascia un vero signore, Stefano Rodotà. Sono molti gli aggettivi che potremmo usare, finiremmo comunque con 'insigne'. Il mio ricordo va allora alla persona, a quando mostrò una saggia quiete persino immediatamente dopo essere stato tradito dai suoi». Era, ricorda Grillo, il 2013 e «senza incensi lo abbiamo voluto presidente della Repubblica». L’Associazione nazionale magistrati ha scritto su facebook e twitter: «Siamo più poveri: è andato via Stefano Rodotà, uomo perbene, docente ispirato, grande giurista che si è battuto per la difesa della democrazia e della Costituzione e ha lottato per l’affermazione dei diritti civili». Per Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe, «perdiamo un gigante. Del diritto, della cultura, delle istituzioni»; «si è spento un faro, una stella polare per chiunque nella vita abbia sentito il dovere e sperimentato l'entusiasmo di militare dalla parte dei diritti, delle libertà, dell'uguaglianza».

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