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A Nord sfide aperte, test chiave a Genova

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A Nord sfide aperte, test chiave a Genova

  • –Manuela Perrone

ROMA

Il centrodestra spera nel colpo, forte dell’attivismo dei leader Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni: aggiudicarsi almeno dieci dei 13 capoluoghi di provincia (sui 22 totali che oggi torneranno al voto) in cui è risultato vincente al primo turno. Genova su tutti: se Marco Bucci dovesse affermarsi su Gianni Crivello cadrebbe quella che è una roccaforte della sinistra da oltre cinquant’anni. E sarebbe una vittoria simbolica, come a Sesto San Giovanni. Tanto da far esagerare Salvini: «Se vincessimo noi Gentiloni e Renzi dovrebbero fare le valigie».

L’Istituto Cattaneo segnala come l’esito dei due terzi dei ballottaggi sia in realtà incerto, soprattutto nelle regioni rosse. Il centrosinistra incrocia le dita. Confida in una vittoria facile a L’Aquila, dove il favorito è uno dei pochi candidati renziani di queste amministrative, e in una rimonta a Taranto. E guarda con attenzione al Veneto, dove Matteo Renzi, rimasto defilato, si è speso per sostenere a Verona Patrizia Bisinella, la compagna di Flavio Tosi (ex leghista ora numero uno di Fare). Anche a Padova si scommette sull’alleanza tra il dem Sergio Giordani e il civico Arturo Lorenzoni per superare il sindaco uscente, il leghista Massimo Bitonci.

Il dato generale è che la maggioranza dei 4,3 milioni di cittadini chiamati oggi alle urne in 111 comuni si ritrova davanti alla sfida centrodestra (unito) contro centrosinistra (allargato). Quanto le coalizioni possano essere trasposte a livello nazionale, considerata anche la diversità dei sistemi elettorali, sarà la domanda chiave da domani in poi, in primis ad Arcore e al Nazareno: terrà l’asse Berlusconi-Salvini, in bilico sul nodo leadership? E quali chance avrà un ipotetico listone largo di centrosinistra, viste le fibrillazioni dentro e fuori il Pd, l’ostilità di Mdp e le riserve di Pisapia? Parla da sé la proposta di primarie di coalizione lanciata da Andrea Orlando, ripresa da Gianni Cuperlo e stoppata di nuovo ieri da Lorenzo Guerini.

Tra i comuni capoluogo fa storia a sé Parma: l’ex M5S Federico Pizzarotti deve vedersela con il civico di area dem Paolo Scarpa. Sarà decisivo quel 19% di cittadini che aveva scelto la leghista Laura Cavandoli. I Cinque Stelle, fiaccati dal flop del primo turno, e dalle grane di Roma, sono al ballottaggio in dieci città, di cui appena due di grandi dimensioni: ad Asti, dopo il riconteggio, contro il centrodestra; a Carrara contro il centrosinistra. Nessuna indicazione di voto agli elettori nei comuni in cui non gareggia. Ma le ultime prese di posizione di Grillo sull’immigrazione e il “no” allo ius soli, nonostante le smentite di un’alleanza con la Lega dopo le politiche, hanno impresso una virata a destra. Che al Nord potrebbe fare la differenza.

Non va dimenticata, infine, l’incognita astensione. Con il paradosso Trapani, dove il candidato del centrosinistra Pietro Savona, dopo il ritiro di Girolamo Fazio, per vincere ha bisogno di un’affluenza pari almeno al 50% degli aventi diritto. Se il tetto non sarà raggiunto la città sarà commissariata.

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