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Fisco, Raoul Bova condannato a un anno e 6 mesi

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Tribunale di Roma

Fisco, Raoul Bova condannato a un anno e 6 mesi

L’attore Roul Bova
L’attore Roul Bova

Condanna ad un anno e 6 mesi di reclusione per Raoul Bova a conclusione di un processo che lo ha visto imputato per un reato di natura fiscale. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Roma ed all'attore sono stati concessi la non menzione e la sospensione della pena.L’accusa nei confronti dell'attore era di «dichiarazione fraudolenta mediante artifici», reato di natura fiscale. La procura aveva chiesto per Bova -difeso dall'avvocata Giulia Bongiorno - la pena di un anno.

L’accusa
Secondo i pm, l’attore avrebbe trasferito alcuni costi alla società che gestisce la sua immagine, la Sammarco Srl, con un gioco finanziario. Dalla simulazione della cessione di alcuni diritti sui film alla simulazione dell’esistenza del diritto a ottenere sgravi fiscali, con lo scopo di eludere il fisco, pagando un’aliquota Iva più bassa.

Avrebbe evaso 700mila euro in sei anni
Avrebbe evaso secondo l’accusa quasi 700 mila euro tra il 2005 e il 2011. Romano, classe1971, primna di diventare attore è stato un nuotatore da genitori (a 15 anni ha vinto il campionato italiano giovanile nei 100 metri dorso) . Il primo ruolo da protagonista lo ha ottenuto con il film del 1993 di Carlo Vanzina, Piccolo grande amore.

Bongiorno: accuse principali a Bova sbriciolate
L’avvocata di Bova, Giulia Bongiorno, ha dichiarato che «la sentenza di oggi ha escluso che Raoul Bova abbia mai emesso fatture per operazioni inesistenti, quindi l’ accusa relativa a presunte operazioni fittizie, che costituiva il cuore del processo, è stata sbriciolata dalla sentenza di assoluzione». Giulia Bongiorno ha precisato che la condanna si riferisce esclusivamente all’interpretazione di un contratto sui diritti di immagine sul quale si è già espressa la Commissione Tributaria di Roma in via definitiva dando inequivocabilmente ragione a Raul Bova. La Commissione Tributaria ha sottolineato che contratti come quello oggetto del processo penale in realtà sono strumenti tipici e legittimi nel mondo artistico». Giulia Bongiorno si è detta certa che «l’ appello ribalterà la condanna anche prendendo spunto anche dalle eloquenti statuizioni della Commissione tributaria».

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