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Fincantieri, Calenda: Italia non arretra di un millimetro, no al…

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lo scontro con la francia sui cantieri

Fincantieri, Calenda: Italia non arretra di un millimetro, no al 50% di Stx

Su Fincantieri «il punto del governo italiano è: non c'è verso che noi accettiamo il 50%, ovvero meno di quello che avevano i coreani. È una questione di rispetto e dignità, non ci muoviamo di un millimetro e non lo faremo martedì. E questo farà bene alla Francia perché deve capire che nazionalizzare è sbagliato». Lo afferma il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, parlando del caso della gestione dei cantieri del porto francese di Saint-Nazaire durante il suo intervento a Roma all'iniziativa di "Forza Europa".

E alla mossa della Francia su Fincantieri-Stx «non si risponde nazionalizzando la Telecom, perché ad una fesseria non si risponde con una fesseria più grossa», ha aggiunto poi il ministro.

«Ascolteremo Le Maire, ma non arretriamo»
«Ascolteremo attentamente la proposta del ministro Le Maire - ha aggiunto poi Calenda riferendosi all'incontro con l'esponente del governo francese previsto per martedì a Roma - ma ovviamente la posizione è quella che il governo ha espresso, non si muove di un millimetro. Riteniamo che ci sia un progetto serio che è quello di Fincantieri, un progetto che prevede il 51%». «Non accettiamo diktat e ultimatum, - ribadisce - sia per una ragione di sostanza, perché abbiamo bisogno di quella percentuale per governare bene il cantiere e dall'altro lato non per una ragione di orgoglio nazionale. Rispondere a nazionalismo con nazionalismo non funziona». «Invece - ha continuato - bisogna rispondere con fermezza, respingendo la richiesta di cambiare un accordo preso, e dicendo che a quelle condizioni Fincantieri, che è una grande azienda leader e che ripeto non è andata in Francia, ma ci hanno chiesto di andare, quell'operazione non la fa».

«Atteggiamento della Francia incomprensibile»
Secondo Calenda, l'integrazione europea «non è a rischio», ma «certo», ribadisce, quello francese «è un atteggiamento incomprensibile».
«Prima - spiega - ci hanno chiesto di intervenire con Fincantieri su un'azienda che era al 66% coreana, poi ci hanno chiesto di rinunciare alla maggioranza, noi abbiamo risposto che non abbiamo nessuna intenzione di farlo. I rapporti tra due grandi Paesi europei - conclude - non possono essere improntati al nazionalismo e al protezionismo, noi non lo accettiamo».

Bruxelles segue la vicenda, ma nessun intervento
Intanto, la commissione Europea tramite una sua portavoce fa sapere di star «naturalmente seguendo» la vicenda Fincantieri-Stx, anche se in assenza di elementi di novità che dovessero emergere «rimane la valutazione già espressa in settimana», cioè che l'operazione del governo francese non configura a una prima analisi problemi di aiuti di Stato. In particolare, ieri la Commissione aveva ufficialmente definito «prematura» qualsiasi "speculazione" su eventuali problemi legati alla normativa sugli aiuti di Stato da parte della Francia, mentre fonti confidenziali a Bruxelles li hanno esclusi in questa fase.

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