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Una ripresa «persistente» e «pervasiva»

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L'Analisi|IL PIL ITALIANO

Una ripresa «persistente» e «pervasiva»

Il terzo trimestre consecutivo di crescita dello 0,4% del Prodotto interno lordo conferma la consistenza del ciclo economico e la sua forza. I tecnici dell'Istat utilizzano due termini per definire il momento che sta attraversando la dinamica dell'economia nazionale: crescita «persistente» e «pervasiva». Se nel primo trimestre dell'anno aveva sorpreso il buon dato dei settore dei servizi, questa volta è il comparto dell'industria a confermare che le dimensioni del valore aggiunto sono cambiate e migliorate. Nell'ipotesi di una crescita dello stesso tenore nei due trimestri che ci separano dalla fine dell'anno il Pil in termini reali potrebbe crescere dell'1,5%, mentre l'acquisito è dell1,2%, un decimale oltre le previsioni che il Governo aveva inserito nel Documento di economia e finanza dello scorso aprile e che ora aggiornerà nella Nota di fine settembre, con il nuovo quadro macroeconomico che farà da cornice all'ultima legge di Bilancio della VII legislatura.

Dopo la crisi ritrovata la competitività
Il nuovo livello della congiuntura nazionale (e la sua forza) si riflette ed è allo stesso tempo trainata dalla dinamica del Pil europeo e dell'Euro area. Il dato tedesco di qualche giorno fa (+0,6% nel secondo trimestre) conferma un'ulteriore elemento di forza per il nostro export manifatturiero, e conferma che la forte selezione dell'industria nazionale determinata dalla lunga crisi (abbiamo perso un quinto della nostra capacità produttiva) si è tradotta in una ritrovata competitività. Insomma la manifattura si è riposizionata e riesce non solo a difendere le sue posizioni sul mercato-mondo dei beni e servizi ma mostra capacità di recuperarne nuove quote. E l'indicatore anticipatore dell'Istat di settimana scorsa pure conferma per i trimestri a venire una dinamica destinata rimanere significativa. Certo, rispetto al picco del primo trimestre del 2008 il reddito nazionale (al lordo degli ammortamenti) è ancora sotto di 6 punti percentuali, ma la continuità dei dati grezzi, associata agli indici di fiducia, confermano che l'Italia ha finalmente allungato il passo e la velocità di uscita dal dopo-crisi.

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