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Francesco in Colombia dopo la pacificazione tormentata (e fragile)

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L'Analisi|viaggio di cinque giorni

Francesco in Colombia dopo la pacificazione tormentata (e fragile)

Dopo un anno mezzo - dal viaggio in Messico del febbraio 2016 - il Papa argentino torna in America Latina. Francesco oggi parte dall'aeroporto di Fiumicino per un viaggio di cinque giorni in Colombia, paese che dopo sessanta anni di sanguinosa guerra civile ha raggiunto una faticosa pacificazione e ancora lontana dall'essere attuata. Lo aveva promesso, questo viaggio, e ha mantenuto la parola, che assume anche particolare significato anche verso la tragedia del vicino Venezuela, da dove quotidianamente arrivano migliaia di profughi. La Colombia dove arriva Francesco vive quindi una nuova fase, grazie all'accordo di pace tra il governo di Juan Manuel Santos – che per questo si è visto assegnare il Nobel per la pace – e i guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie di Colombia), accordo che entra ora nella sua delicata fase di applicazione: dopo la bocciatura del referendum sull'intesa molte clausole sono state modificate, ma l'opposizione, guidata dall'ex presidente Uribe (che contenderà la presidenza a Santos nelle prossime elezioni) resta molto critica. La Colombia, 48 milioni di abitanti, in questi anni un po' è cambiata, ma il 50% delle persone vive ancora sotto il livello di povertà e la produzione di cocaina resta ai vertici mondiali, dove la corruzione, la violenza e la presenza sul terreno di bande armate sono una realtà non sradicata: ora la sfida, che appare molto ardua, è che il processo di pace non sia legato solo all'ambizione dei partiti ma divenga un obiettivo nazionale, capace di suscitare la maggiore convergenza possibile. Un viaggio quindi politicamente molto delicato, vista la posta in gioco e il peso politico di Francesco, che inevitabilmente il Governo cercherà di portare dalla propria parte. Ma è noto come Bergoglio sia fermo nella sua volontà di non farsi strumentalizzare, da nessuna delle parti in gioco.

Quattro tappe, oltre 21mila chilometri
Il Papa nel suo quinto pellegrinaggio in America Latina percorrerà 21.178 chilometri e pronuncerà 12 discorsi in spagnolo. Visiterà quattro città e ad ogni tappa è associato un tema: Bogotà (“Artigiani di pace e promotori di vita”), Villa Vicencio (“Riconciliazione con Dio, tra colombiani, con la natura”), Medellin (“Vita cristiana come discepolato”) e Cartagena (“Dignità della persona e diritti umani”). Giovedì 7 settembre Francesco si ferma a Bogotà dove incontra le autorità locali nella Plaza de Armas della Casa de Nariño, si reca dal presidente Santos, poi visita la cattedrale e incontra i vescovi colombiani - in buona parte considerati di linea tradizionalista e conservatrice - e nel pomeriggio prima incontra il comitato direttivo della Commissione dell'episcopato latino-americano (Celam) e poi celebra messa nel parco Simon Bolivar dove sono attesi 700mila fedeli. Venerdì 8 settembre visita durante il giorno Villa Vicencio, al centro del Paese, dove presiede un incontro di preghiera per la riconciliazione nazionale nel Parque Las Malocas alla presenza di vittime di violenza e di ex guerriglieri. Ci saranno le testimonianze di quattro persone e sarà presente il crocifisso rimasto dalla strage avvenuta nella chiesa di Bojayà. In questa occasione Francesco beatifica il vescovo Jesús Emilio Jaramillo e il sacerdote di campagna Pietro Maria Ramírez. Sempre sul tema della riconciliazione, questa volta con la natura, sarà la tappa alla Croce della Riconciliazione nel Parque de los Fundadores, dove inizia l'Amazzonia e dove il Papa pianterà un albero a titolo simbolico.
Sabato 9 settembre il Papa visita Medellin, tristemente nota in anni scorsi come il cuore dei cartelli della droga, e ancora cuore del narcotraffico. Qui celebra messa nell'aeroporto Enrique Olaya Herrera e successivamente incontra la locale comunità di gesuiti dell'Hogar San José e un gruppo di orfani, poi sacerdoti, religiosi e seminaristi. Domenica Francesco vola al nord, a Cartagena, dove visita un quartiere povero e benedice la prima pietra delle case per i senzatetto e dell'Opera “Talitha Qum”, rete internazionali di religiosi contro la tratta delle persone. Francesco celebra l'Angelus e visita la casa santuario di san Pietro Claver, grande difensore dei diritti umani delle minoranze afroamericane. Il rientro è previsto per lunedì 11 settembre dove è atteso all'aeroporto romano di Ciampino alle 12.40.

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La vicinanza alla tragedia del Venezuela
Nel corso del viaggio, peraltro, è attesa la presenza di molti dei vescovi del vicino Venezuela, che il Papa ha recentemente ricevuto in Vaticano nel pieno della crisi politica del Paese, a partire dai due cardinali. La pace e la riconciliazione è certamente il cuore di questo viaggio nello Stato più martoriato dell'area: le vittime sono state oltre 500mila (ma le stime sono molte), e le ferite fanno fatica a rimarginarsi, come è evidente anche dall'opposizione all'accordo.
Il Papa non è “garante” degli accordi, ma solo sostenitore della pace
L'elezione di un latino americano a Pontefice è stato certamente un aiuto decisivo alla fine del conflitto anche se affermare – come qualcuno sta facendo - che Francesco è stato un “garante” del processo di pace tra il governo di Manuel Santos e le Farc non è corretto. Infatti Bergoglio non è mai entrato nei negoziati come un attore attivo. In Vaticano furono consegnate diverse lettere delle Farc ma anche di altre personalità e istituzioni, in cui si chiedeva a Francesco il suo sostegno ai negoziati allora in corso a L'Avana (e prima ancora segretamente in Norvegia) ma mai nessuno ha chiesto a lui (o alla Santa Sede) un ruolo istituzionale nelle trattative, al contrario di quanto avvenuto per Cuba e la riconciliazione con gli Usa, ora messa in discussione dal presidente Trump. Insomma Francesco sin dall'inizio del pontificato ha offerto il suo sostegno al negoziato di pace. Gli accenni agli «sforzi intrapresi dal popolo colombiano per superare i conflitti del passato e conseguire la pace da tempo agognata», sono una costante in quasi la totalità dei discorsi di inizio anno al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Dopo la sigla condivisa della pace il Papa quindi va in Colombia, come promesso al presidente Santos.

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