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Italia-Francia, le lezioni da scambiare

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il vertice bilaterale

Italia-Francia, le lezioni da scambiare

Lione (Agf)
Lione (Agf)

Il vertice intergovernativo franco-italiano di oggi non un evento qualsiasi. I dossier bilaterali - in primis Stx-Finmeccanica, Vivendi-Telecom, Ema, Tav, migranti e Libia - sono delicati perch coinvolgono fondamentali interessi nazionali.

Ma la prevedibile difficolt a trovare soluzioni di breve periodo non deve offuscare l'orizzonte di medio periodo di Parigi e Roma, che necessariamente l’Europa e soprattutto l’Eurozona.

E all’indomani della rielezione di Angela Merkel per un quarto mandato, ma con un risultato inferiore alle attese, il neo-presidente Emmanuel Macron e Paolo Gentiloni che si prepara (presumibilmente) a lasciare Palazzo Chigi devono capire come rispondere all’appello di Jean-Claude Juncker a riforme ambiziose della governance economica. Verso cui sembrano restii sia la cancelliera, per la sua indole prudente, sia i liberali tedeschi, suoi alleati futuri, per motivi pi ideologici. Senza dimenticare il segno inequivocabile che proviene dagli elettori, che hanno offerto una sponda senza precedenti all’estrema destra. Un vertice che coinvolge non solo i capi di Stato e di governo, ma anche tanti ministri, offre anche un’opportunit unica per condividere esperienze e best practices. La Francia ha dimostrato per esempio grande interesse per il Jobs Act, la competitivit dei distretti e delle multinazionali tascabili, l’inserimento dei diversamente abili nella societ, anche attraverso lo sport, tutti ambiti in cui l’Italia pu vantare risultati soddisfacenti. Da parte nostra sarebbe utile saperne di pi su tre recenti successi d’Oltralpe.

626mila infortuni sul lavoro sono sempre insopportabilmente troppi, ma il 2016 stato un anno record, superando il risultato del 2015 quando gi si era registrato un minimo storico. In Italia (malgrado una riduzione del 14% rispetto al 2012) il numero di infortuni leggermente superiore in assoluto (642mila) e soprattutto in termini relativi (36,9 casi per mille lavoratori dipendenti, contro 33,8 in Francia). Contribuiscono la congiuntura economica, che in Francia ha iniziato a migliorare prima che in Italia, la terziarizzazione dell’occupazione, la maggiore dimensione delle imprese transalpine. Ma il progresso dovuto soprattutto alla crescente enfasi sulla prevenzione, soprattutto nelle industrie pi esposte, come le costruzioni, dove si investito in sicurezza ed ergonomia. Il settore privato ci ha creduto perch il costo delle malattie professionali considerevole - quasi 1 miliardo di euro per le sole malattie del sistema osteo-muscolare (esclusi i mal di schiena) dovuti a gesti troppo ripetitivi. Si vedono anche i frutti della riforma dell’ispettorato del lavoro, decisa da Michel Sapin nel 2014, che ha creato 260 unit di controllo distribuite sul territorio. Nel 2017 in Francia sono stati assunti 28 nuovi ispettori, mentre l’ultimo concorso bandito in Italia, nel 2015, era per 10 posti di lavoro da coprire mediante mobilit volontaria.

Altro esempio, quello dei ritardi nei pagamenti ai fornitori, che nel primo trimestre si sono assestati a 10,9 giorni, in calo da 13,5 nella primavera 2016 e la migliore performance dall’introduzione dell’euro. Certo, secondo i dati di Altares la Francia lungi dall’essere il miglior Paese europeo - in Germania, per esempio, di soli sei giorni (e l’obbligo contrattuale di saldare entro 30 giorni) - ma in Italia il ritardo medio di 18 giorni e solo 38% delle fatture sono pagate entro i termini (43% in Francia, 65% in Germania). Anche in questo caso, c’ stato bisogno di disciplina nei controlli da parte della Direction gnrale de la concurrence, de la consommation et de la rpression des fraudes di Bercy. Gli attori economici, pubblici e privati, hanno risposto, anche perch le sanzioni amministrative sono pesanti: il mancato rispetto delle normativa passibile di multe che possono arrivare a 2 milioni di euro e tra le societ sanzionate negli ultimi anni ci sono Alstom Information Systems, Axa Technology Services, Accor e Pfizer (in ciascun caso per 375 mila euro). Un ulteriore stimolo viene dall’obbligo di “smaterializzare” le fatture per partecipare ai bandi per le opere pubbliche.

Infine il sostegno alle start-up, terreno cruciale per l’economia di domani e soggetto ovviamente complesso in cui Parigi sta registrando incoraggianti risultati. Per non menzionare che due dati, la Francia conta tre unicorni (societ che valgono pi di 1 miliardo di euro), mentre in Italia ce n’ solo uno; e la FrenchTech ha conquistato altrettanti Best of Innovation Awards al Consumer Electronics Show 2017 di Las Vegas, a fronte di zero per l’Italia. Che sia greentech o meditech, fintech o Internet of Things, molte jeunes pousses sono state co-finanziate da Bpifrance, in particolare attraverso il fondo French Tech Acclration alimentato dal Programme d’Investissements d’Avenir. Anche per motivi semplicemente generazionali, Macron ha dimostrato parecchia sensibilit verso il mondo delle start up e sar interessante sapere cosa intende fare a livello europeo. E Gentiloni potr spiegargli che l’Italia sta rapidamente accelerando la propria proposta competitiva, come dimostra proprio ieri il lancio del distretto milanese del Fintech da parte del ministro Padoan e del sindaco Sala.

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