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Era stato respinto dall’Italia nel 2014 il fratello…

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arrestato ieri a ferrara

Era stato respinto dall’Italia nel 2014 il fratello dell’attentatore di Marsiglia

  • – di Redazione Online
Una foto di Ahmed Hanachi, l’attentatore di Marsiglia
Una foto di Ahmed Hanachi, l’attentatore di Marsiglia

Uno dei due fratelli di Ahmed Hanachi, l’attentatore che il 1° ottobre a Marsiglia ha ucciso le cugine Marianne e Laura, è stato arrestato a Ferrara dalla Polizia che ha eseguito un mandato di cattura internazionale emesso dalla Francia. Si tratta di Anis Hannachi. Ahmed ha anche un altro fratello, Anuar, arrestato nei giorni scorsi dagli uomini della Guardia nazionale, a Biserta, per intralcio alla giustizia. Secondo fonti di polizia locali, i due fratelli erano in costante contatto e il fermato avrebbe ostacolato le indagini omettendo di fornire alcune informazioni alle autorità. Ad essere stata fermata sarebbe stata anche la sorella Emna. Il fermo sarebbe avvenuto ieri a Zarzouna (Biserta) nella casa di famiglia degli Hanachi. Secondo quanto riportato la sorella sarebbe nota alle forze dell’ordine come estremista religiosa.

Anis Hannachi respinto da Italia nel 2014
Anis Hannachi, il fratello del killer che alla stazione di Saint-Charles di Marsiglia ha ucciso a coltellate le cugine Laure e Marianne, era stato respinto dall'Italia nel 2014 quando arrivò a Favignana con altri tunisini su un barcone. È quanto emerso dalle indagini dopo l'arresto di Hannachi. La probabile presenza dell'uomo in Italia è stata segnalata dalle autorità francesi la sera del 3 ottobre
e il 4 si è avuta la certezza che fosse nel nostro Paese, in Liguria. Hannachi è poi stato arrestato il 7 ottobre a Ferrara.

Ahmed Hanachi ha vissuto per otto anni ad Aprilia (Latina). L’uomo, ucciso dalle forze di sicurezza francesi, ha sposato una donna italiana residente ad Aprilia. E con lei ha convissuto diversi anni. Entrambi hanno avuto precedenti penali per reati contro il patrimonio e spaccio di droga, ma dagli accertamenti nei suoi confronti non sono mai emerse circostanze che potessero far pensare ad un avvicinamento alla jihad. Hanachi, dunque, durante il soggiorno in Italia, non ebbe comportamenti tali da motivare l’attenzione dell’antiterrorismo. Al contrario, dalle informazioni in possesso degli investigatori, il suo 'modus operandi' è risultato del tutto estraneo a quanto professato dai seguaci della 'guerra santa' e ciò fa pensare che la sua radicalizzazione sia avvenuta una volta passato il confine, in Francia. La coppia si separò nel 2013: Hanachi prese la direzione della Francia; la moglie, legatasi nel frattempo ad un altro uomo, quella del nord Africa.

La procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per associazione con
finalità di terrorismo
, per accertare i contatti avuti da Hanachi, i luoghi frequentati, i rapporti coltivati negli anni passati in Italia. L’abitazione degli ex suoceri, i quali avrebbero dichiarato di non sentire l’uomo da mesi, è stata
perquisita. «Non sembrava radicalizzato. Aveva modi e stile di vita occidentali», hanno detto alcuni conoscenti di Aprilia.

Un paese, Aprilia, già passato al setaccio dopo la strage di Berlino al mercatino di Natale. Anche il protagonista di quell’eccidio, Anis Amri, tunisino come Hanachi, vi transitò prima di approdare nella capitale tedesca. Al momento intelligence ed antiterrorismo escludono che il terrorista della stazione centrale di Marsiglia abbia avuto contatti con Amri. L’aggressore di Marsiglia aveva comunque documenti italiani. A rivelarlo è stato il ministro francese dell'Interno Gerard Collomb. L'uomo aveva un permesso di soggiorno regolare, concessogli dopo il matrimonio.

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