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Sanità: sistemi informativi, la sfida è sulle competenze

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LA SFIDA DEL DIGITALE

Sanità: sistemi informativi, la sfida è sulle competenze

Quali sfide attendono la sanità pubblica? La prima è quella delle competenze. Perché se la cornice è quella della digital innovation, la base del cambiamento deve partire dalle risorse umane. Perché non c’è tecnologia senza processi e i processi devono gestirli i professionisti dell’It che nella sanità ci lavorano. Ed è chiaro dalle risposte contenute nell’indagine Aisis (Associazione italiana sistemi informativi in sanità) presentata oggi a Venezia nell’ambito del Life Tech Forum, la due giorni dedicata alla sanità alla sua seconda edizione.

Sotto la lente lo stato dei sistemi informativi e i cambiamenti necessari. La survey realizzata con un congruo numero di responsabili dei sistemi informativi delle aziende sanitarie evidenzia la consapevolezza delle evoluzioni in atto nel contesto regionale, dove si assiste alla centralizzazione di alcuni processi amministrativi e sanitari. E dove la prospettiva è la progressiva centralizzazione delle infrastrutture in uno o pochi datacenter regionali (come l’esperienza azienda zero in Veneto e l’Estar in Toscana), con impatti significativi sul contesto delle strutture socio sanitarie e sulle strutture dei sistemi informativi stessi.

Nuove esigenze, nuove riposte
La gestione delle cronicità, l’esplosione della domanda di assistenza impone per il 79% degli intervistati, nuove competenze nella governance e nell’ingegnerizzazione dei processi. Mentre il 62% indica le skills per la gestione del change management. Il 20% prevede però una riduzione nel 2018 del budget sui sistemi informativi.

Il ruolo delle nuove tecnologie
Fondamentale l’applicazione di nuove tecnologie. I principali impatti sulle strutture socio sanitarie attuali e futuri segnalati sono la revisione dei processi sanitari (86%) di chi prevede forti evoluzioni. Poi la codifica dei processi amministrativi per il 79% e dell’organizzazione dell’azienda ospedaliera per il 74%.

Serve riorganizzazione della sanità regionale
A livello locale serve una nuova riorganizzazione complessiva della sanità regionale (evidenziato dal 74% del campione che prevede una forte evoluzione). Revisione dei presidi ospedalieri (68%) e dei processi di presa in carico dei pazienti (67%). Per il breve periodo è prevista una forte azione di centralizzazione dei processi It a livello regionale come segnala il 40% degli intervistati. Per questo il ruolo delle nuove tecnologie nella sanità sarà essenziale per la stessa sostenibilità dei sistemi regionali.

Le piattaforme per la comunicazione con i pazienti
Non è un caso che le aziende socio sanitarie e i loro responsabili dei sistemi informativi oggi guardino soprattutto alle piattaforme di gestione dei Pdta ai front end per la comunicazione e la gestione dei pazienti. Al contrario sono calati quei trend che in ambito internazionale, invece, rivestono un ruolo rilevante quali, per esempio, big data, cloud computing, stampa 3D. In tale contesto sarà fondamentale definire il ruolo futuro del responsabile dei sistemi informativi.

La sfida delle mansioni
Va riattualizzata l’evoluzione delle mansioni, prima, come centro di competenza della governance e innovazione del proprio ospedale, poi come hub di integrazione tra ospedale, altre strutture e livelli regionali. Per questo si ritorna al tema delle competenze e nuove professionalità. Un auspicio per il futuro del Cio (Chief Information Officer ) della sanità: che sia collocato gerarchicamente all’interno della struttura in un ruolo di rilievo per potere espletare le funzioni di governance e indirizzo tecnologico e di processo. Che quindi sviluppi skill meno tecnici e più orientati al demand management e alla revisione dei processi. Che possa aumentare l’attenzione e il proprio ruolo su quella parte di innovazione che porta reale vantaggio alla sanità (internet of things e telemedicina solo per citarne alcuni). E dunque solo competenze rinnovate e nuove professionalità potranno intercettare trend innovativi anche confrontandosi con ecosistemi diversi quali le start up.

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