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Pensioni, un tavolo per evitare scatto età a lavori gravosi

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gentiloni: rinvio non è la strada

Pensioni, un tavolo per evitare scatto età a lavori gravosi

(Ansa)
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Sulla questione dell'età pensionabile «abbiamo stabilito un tavolo, che avrà aspetti tecnici e politici, che riguarderà la possibilità di estendere le categorie assoggettate ai lavori gravosi per vedere di staccarle dal meccanismo di aumento automatico». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con i sindacati, aggiungendo che «il principio di adeguamento dell'età resta confermato». E spiegando che nella riunione «molti punti della legge di bilancio sono stati apprezzati dai sindacati in linea con le richieste fatte da tempo. I temi della crescita, occupazione dei giovani e inclusione sociali sono i pilastri». Il 13 novembre è previsto un nuovo decisivo round con i sindacati sulle deroghe e sui ritocchi al meccanismo automatico di adeguamento dell'età pensionabile all’aumento della speranza di vita, certificato il mese scorso dall'Istat.

Gentiloni: rinvio non è strada, sì correzioni
Il rinvio sull’adeguamento dell'età pensionabile all’aspettativa di vita «non credo sia la strada, ci può costare in Ue», avrebbe detto il premier Paolo Gentiloni, al tavolo con i sindacati, secondo fonti presenti. «I principi generali della norma restano validi. Il Parlamento è sovrano, ma non escludiamo si possa correggere qualcosa al tavolo con le parti. Possiamo discutere subito di categorie specifiche, individuando i lavori più gravosi, e ragionare anche sui metodi di calcolo dell’aspettativa, fatto salvo la sostenibilità finanziaria».

Padoan: tavolo per stop età lavori gravosi
«Abbiamo concordato che nel tavolo tecnico si considererà la possibilità di modificare e migliorare i meccanismi che attualmente determinano la cadenza di adeguamento dell'età pensionabile sotto il vincolo che eventuali modifiche non intacchino la sostenibilità del sistema previdenziale che è un pilastro fondamentale della sostenibilità finanziaria del paese» ha chiosato il ministro al termine dell’incontro. Il confronto tra governo e sindacati a Palazzo Chigi sulla questione dell’automatismo dell'aumento delletà pensionabile legato all'aspettativa di vita, che porterà a 67 anni l'età di uscita nel 2019, è cominciato alle 16 e si è concluso dopo circa 2 ore e mezzo. Al tavolo erano presenti anche il premier Paolo Gentiloni ed i ministri del Lavoro Giuliano Poletti e della Pubblica amministrazione Marianna Madia. Per i sindacati i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Le deroghe possibili per chi fa lavori gravosi
Come anticipato dal Sole 24 Ore, l’ipotesi al vaglio del Governo per dare una risposta al pressing dei sindacati e di una parte della maggioranza che chiedono il blocco dell’aumento dell'età pensionabile si conferma dunque essere l’estensione alle 11 categorie di lavori gravosi (con circa 15mila lavoratori interessati) collegate all’Ape sociale della neutralizzazione fino al 2026 dell’adeguamento dell'età pensionabile alla speranza di vita, già prevista dal 1° gennaio di quest'anno per le attività “usuranti” dalla legge di bilancio 2017. L’idea sarebbe dunque quella di esentare almeno per un certo numero di anni dal “meccanismo automatico” sull'età pensionabile i lavori gravosi individuati con il decollo dell’Ape social, lasciando anche aperta la possibilità di estendere ulteriormente il bacino, aggiungendo anche le categorie dei siderurgici, gli agricoli e i marittimi all’elenco dei “gravosi”. Un’estensione che comunque consentirebbe di rimanere abbondantemente sotto quota 20mila lavoratori interessati.

Partita aperta
La partita resta aperta. Anche perché al Senato sono già stati depositati in Commissione emendamenti bi-partisan al dl fiscale per rinviare il decreto direttoriale necessario per rendere operativo entro il 31 dicembre il ritocco a 67 anni della soglia pensionabile per effetto dell’aggiornamento dell'aspettativa di vita certificato il mese scorso dall'Istat.

Camusso: il 13 verifica se disponibilità vera
Il 13 novembre «verificheremo se davvero c'è la disponibilità a cambiare i meccanismi dell'età pensionabile e a differenziare i lavori, oppure se non c'è» ha detto la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi, evidenziando che «il dibattito è molto concentrato sul tema del rinvio e della sospensione, mentre per noi è su come cambiare il meccanismo dell'aspettativa di vita, che è un meccanismo ingiusto».

Furlan: avanti con tempi stringenti, si può fare lavoro importante
«Credo sia positivo che ci siamo dati tempi molto stringenti, la nostra richiesta è stata accolta dal Governo con circa una decina di giorni di tempo che possono bastare per fare un lavoro importante. In questo tavolo tecnico, che diventa di verifica politica il 13, riprendiamo le fila anche sulla pensione dignitosa per i giovani, il lavoro di cura, la previdenza complementare» ha detto invece la segretaria generale della Cisl Anna Maria Furlan.

Barbagallo: ok confronto ma verifica paletti Padoan
È «positivo» il fatto che «continui la discussione, perché ci siamo dati appuntamento ad una serie di tavoli tecnici, a partire da lunedì prossimo, per arrivare il 13 a fare una verifica» ha affermato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi. «Padoan ha messo dei paletti che per noi sono tutti da verificare», ha aggiunto.

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