Italia

Italia senza Ema, Gentiloni: «Grazie Milano». La Lega…

  • Abbonati
  • Accedi
agenzie europee

Italia senza Ema, Gentiloni: «Grazie Milano». La Lega attacca l’Europa

Per un soffio, Milano non sarà la nuova città del farmaco europea. L'Ema, l'Agenzia Ue per i farmaci, arriva ad un passo dal prendere casa in Lombardia, ma la sorte decide diversamente. Impeccabile e istituzionale, con un fondo di delusione, il tweet pubblicato a caldo dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: «Grazie a Milano e grazie a tutti coloro che si sono impegnati per l'Ema, nelle istituzioni e nel privato. Una candidatura solida sconfitta solo da un sorteggio. Che beffa!». Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda parla invece di sorteggio «quantomeno stravagante» che penalizza Milano, città «con tutte le caratteristiche per essere un grande hub internazionale delle scienze della vita».

Il fair play della rappresentanza italiana a Bruxelles
Dalla rappresentanza italiana presso l'Ue arriva una lezione di fair play, grazie ad un tweet con le «congratulazioni» e gli auguri di «buon lavoro» all'Olanda, che replica «Grazie mille. È un onore». Per il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi, a Bruxelles proprio per guidare la delegazione italiana, «il sistema di voto ha confermato la validità della candidatura di Milano» per l'Ema, «prima davanti a tutti, con 25 voti al primo turno, e 12 al secondo, grazie al grandissimo e intensissimo gioco di squadra fatto dal sistema Italia». Ma resta l’amaro in bocca di una sconfitta al sorteggio: «È come perdere una finale» di calcio «con la monetina», su cui non c’è influenza politica che tenga.

La Lega contro l’Europa, Salvini: «pazzesca» la scelta per sorteggio
Reazione sopra le righe invece quella del leghista Roberto Calderoli. «L'Ema va ad Amsterdam e non a Milano? Europa vaffa.....», attacca il vice presidente del Senato «perchè dopo aver dato così tanto all'Europa in questi anni e non aver ricevuto nulla vederci dire no anche nell'unica occasione che chiediamo qualcosa è veramente troppo». Il leder del Carroccio, Matteo Salvini, segue a ruota Calderoli, e se la prende per la scelta «pazzesca» del sorteggio per una decisione «che riguarda migliaia di posti di lavoro e due miliardi di indotto economico». La priorità del prossimo governo guidato dalla Lega Nord, conclude, «sarà ridiscutere i 17 miliardi all'anno che gli italiani versano a Bruxelles».

La delusione del Governatore Maroni e del sindaco Sala
Delusissimo per l'assegnazione di Ema ad Amsterdam anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che in conferenza stampa al Pirellone sottolinea comunque «la consapevolezza che si è fatto tutto quello che si poteva fare per avere un dossier di candidatura molto competitivo, lo si è visto nelle prime due votazioni. Dispiace, eravamo prontissimi». Al suo finaco, il sindaco dem di Milano, Beppe Sala, ipotizza la possibilità che « alla fine ci sia stato anche qualche accordo politico». Nei primi due voti avrebbe in pratica prevalso «il valore dei dossier, mentre dalla seconda votazione in poi sono partite le
telefonate tra governi».

Farmindustria: «Abbiamo vinto lo stesso, Italia ne esce a testa alta»
Contocorrente, in qualche modo, il commento che arriva dal presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, convinto che «abbiamo vinto lo stesso», e che l’Italia «ha dimostrato di conquistare il gradino più alto del podio per la valutazione di merito. Nelle prime votazioni ha ottenuto più voti delle altre candidate, a dimostrazione del fatto che Milano rispondeva al meglio a tutte le caratteristiche di qualità richieste. Ed è stata superata solo grazie al sorteggio e alla cattiva sorte». Per la prima volta, spiega, «il blocco del Nord Europa non ha prevalso. Un plauso al ministero degli Esteri e alla diplomazia della Farnesina e un riconoscimento particolare al ministro Beatrice Lorenzin, per il suo straordinario e instancabile lavoro. Davvero più di così non avrebbe potuto
fare. Ne usciamo quindi a testa alta».

Forza Italia critica verso la gestione del dossier
Facce scure per l’esito del voto a Bruxelles anche nella fila di Forza Italia. Per il senatore Andrea Mandelli, responsabile Libere professioni del partito, «La sfortuna ha avuto il suo peso ma con l'ottimo dossier che ha accompagnato la candidatura di Milano per Ema era lecito aspettarsi di più. Qualcosa non ha funzionato per noi oltre alla scelta criticabile di decidere su un'assegnazione così importante attraverso il metodo del sorteggio». «Tavecchio, per l'esclusione dai mondiali dopo la sconfitta con la Svezia, si è dimesso. Ora chi si dimetterà per la sconfitta di Milano per la sede Ema?» si chiede invece il vicepresidente azzurro di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri. Poi lancia una frecciata al Governo: «Bisognava vincere prima con un'adeguata azione politico-diplomatica. Non ridursi al sorteggio».

M5S:  «Italia inconsistente in Europa»
L’Ema finita ad Amesterdam si spiega con il fatto che l'Italia appartiene ancora «alla serie B del Continente», argomenta invece il parlamentare europeo pentastellato Marco Valli. «Tutti parlano di una beffa e di uno sfortunato sorteggio - chiarisce Vialli - ma la verità è che Milano, da favorita sulla carta con la proposta migliore, non è riuscita a vincere». Sulla stessa linea anche il consigliere regionale lombardo del M5S Stefano Buffagni, convinto che il voto sull’Agenzia del farmaco «certifica la nostra inconsistenza politica in Europa».

La scelta dopo tre votazioni e un ballottaggio
Al primo turno di voto del Consiglio Ue dei ministri degli Affari esteri ed europei dei 27 paesi Ue (Regno Unito escluso causa Brexit) Milano ha battuto l’agguerrita concorrenza di altre 19 città candidate, quindi ha superato di slancio con 12 voti il secondo turno, dove era rimasta in lizza con Amsterdam (9) e Copenhagen (5). Poi la delusione del ballottaggio finale con la capitale dei Paesi Bassi: il pareggio 13 a 13 alla terza votazione, e la scelta con sorteggio tra due buste che ha determinato l’assegnazione ad Amsterdam.


© Riproduzione riservata