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Dossier Un settore in crescita con due sfide cruciali

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    Dossier | N. 4 articoliRapporto Turismo

    Un settore in crescita con due sfide cruciali

    Tutto concorre al buon momento del turismo italiano. In primis, le ottime stime di chiusura del 2017, grazie al buon afflusso di visitatori dall’estero (soprattutto dall’Europa) e all’andamento positivo della domanda interna. Un sentiment positivo, dopo un 2016 da record, con oltre 116,9 milioni di arrivi negli esercizi ricettivi (+3,1% sul 2015), secondo i dati Istat. Gli attentati terroristici nel resto d’Europa e negli Usa, oltre 50 negli ultimi tre anni, hanno evidentemente rallentato la corsa dei Paesi competitor. Altro buon segnale viene dall’avvio anticipato, rispetto al passato, di una stagione invernale che si profila da tutto esaurito: grazie alla neve e al freddo di novembre, entro sabato quasi tutti gli impianti dovrebbero essere aperti. Da ultimo, è arrivato un sondaggio Ipsos-Enit in 18 Paesi, in base al quale l’Italia è il primo Paese al mondo nei sogni dei viaggiatori, con il 37% delle preferenze. Il tutto mentre si celebra, fino a sabato, la Settimana della cucina italiana nel mondo, con centinaia di eventi in ogni area geografica del pianeta, in grado di suscitare interesse per i viaggi enogastronomici nel nostro Paese.

    Non stupisce, dunque, che il 2018 si profili come un altro anno positivo per il turismo italiano. Un settore che (compreso il suo indotto), secondo l’Enit, nel 2016 ha avuto un impatto del 12,6% sull’occupazione e dell’11,1% sul Pil. L’ottimismo degli operatori deriva anche dai segnali positivi di fine anno: la domanda di vacanze per i ponti tra novembre e dicembre è stata o sarà elevata. «Resta forte la voglia di viaggiare da parte degli italiani fino a dicembre, come emerge anche anche dal sondaggio dell’Istituto Piepoli per Confturismo-Confcommercio sull’indice di fiducia del viaggiatore italiano», conferma Francesco Sottosanti, direttore nazionale Fto (Federazione turismo organizzato) aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia, che rappresenta la maggioranza della distribuzione turistica italiana, numerose società di servizi, alcuni tour operator e tutti e tre i gestori mondiali di prenotazioni di viaggio (Global distribution system, Gds). «I prossimi mesi sono caratterizzati da vacanze relativamente corte, con il 47% del campione che pensa di trascorrere solo una o due notti fuori casa, in aumento del 2% sul 2016 - riprende Sottosanti -. Il 49% prevede di visitare una città o località d’arte, mentre il 27% vuole andare in montagna (in aumento dell’1% sull’anno scorso). Internet resta il canale di prenotazione più utilizzato, per il 54% degli intervistati. Il problema è che solo il 5% pensa di prenotare un pacchetto di viaggio via web e che un altro 5% userà il sito dell’alloggio scelto: nel 44% dei casi, invece, i viaggiatori italiani useranno un sito web specializzato».

    È come delegare metà delle prenotazioni a operatori non turistici, che usano in prevalenza solo la leva del prezzo come strumento di marketing. «I nostri operatori hanno molto terreno da recuperare in questo campo - conferma il direttore della federazione presieduta da Luca Patanè -. In questa quota di prenotazioni digitali si innesta anche il grande successo degli affitti brevi offerti in prevalenza da soggetti non professionali (come gli host di Airbnb, ma non solo). Piuttosto che innescare polemiche sterili, Fto ha lanciato la campagna di sensibilizzazione al cliente “Chiedimi il cinque”. A un operatore turistico bisognerebbe chiedere se rispetta i cinque pilastri della legalità: se è autorizzato a esercitare professionalmente l’attività, se ha un’abilitazione che ne garantisca la preparazione, se ha copertura assicurativa, se ha attivato un servizio che consenta al cliente di riavere quanto speso in caso di fallimento o insolvenza, se paga tasse e contributi. Chi è manchevole anche di un solo elemento opera al di fuori della legge e il cliente deve essere consapevole di alimentare con il suo acquisto un mercato illegale che danneggia gli onesti e mette a rischio il suo viaggio».

    Al di là dei trend, va riconosciuta una svolta positiva anche a livello politico. Il Governo ha mostrato una rinnovata attenzione verso il settore, con il varo del Piano strategico per il turismo. Le Regioni, titolari della materia, hanno incrementato progetti e investimenti, attingendo, come mai prima d’ora, ai contributi Ue. Da sottolineare il decollo di Milano come destinazione turistica internazionale, sull’onda lunga dell’Expo 2015. Apprezzabile anche l’obiettivo di valorizzare i tesori nascosti del nostro Paese: i borghi, per i quali il Governo ha varato un piano con partner pubblici e privati. Il 2017 è stato anche l’anno del boom di Airbnb. Decine di migliaia di appartamenti sono utilizzati, anche in Italia, per locazioni brevi di tipo turistico. L’aliquota del 21% introdotta dal Dl 50/2017 consentirà di ottenere un flusso di entrate finora mancato. Quanto agli hotel, secondo Federalberghi il settore, che impiega circa un milione di addetti, è in piena evoluzione e sta salendo di livello. Quelli di fascia alta sono raddoppiati in 10 anni.

    Grandi banchi di prova saranno due eventi: Matera Capitale europea della cultura per il 2019 e i Mondiali di sci alpino a Cortina del 2021. Nel frattempo, occorrerà affrontare la sfida della gestione dei flussi, perché - come sottolineato nel recente meeting dell’Organizzazione mondiale delle Nazioni unite per il turismo - è sempre più grave il problema del sovraffollamento delle destinazioni turistiche maggiori. Non a caso, al varo del portale Ansa ViaggiArt, il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha indicato come prioritario «l’obiettivo di moltiplicare gli attrattori, i luoghi in grado di attirare il turismo internazionale, perché alcuni hanno ormai problemi gravi di sovraffollamento, come Fontana di Trevi, Piazza San Marco e Ponte Vecchio».

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