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STATI GENERALI DELLA LOTTA ALLE MAFIE

Il ministro della Giustizia Orlando: «Moratoria alle leggi antimafia»

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando  (Ansa)
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando (Ansa)

Nella giornata conclusiva degli Stati generali della lotta alle mafie aperti ieri pomeriggio a Milano dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone, quello di Milano Francesco Greco e quello di Napoli Giovanni Melillo hanno fatto muro contro la modifica del 416 bis, l'associazione mafiosa. «Mi dissocio da quanto ha detto Giovanni Legnini, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura - ha detto Pignatone - e mi associo a quanto detto da Greco e Melillo. Sarei grato al Parlamento se non facesse più interventi legislativi e sarei grato se non si toccasse il 416bis, introdotto nell'82. Finora ha funzionato benissimo. Ci ha permesso di sconfiggere la mafia corleonese, contrastare ‘ndrangheta e camorra. Ci ha permesso di combattere la mafia globalizzata e finanziarizzata».

Quanto al processo Mondo di mezzo, Pignatone ha affermato: «Aspettiamo due o tre anni e vediamo se su Roma abbiamo ragione».

Poco prima Greco aveva aperto il fronte dei capi della Procura che si oppongono alle modifiche legislative, in particolare al 416 bis e Melillo, a ruota, ha affermato che «c'è bisogno di una moratoria legislativa».

Proprio ieri, per, il capo della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, aveva affermato che «Bisogna modificare il 416 bis inserendo un'aggravante dell'aver conseguito la mafia appalti di forniture, appalti e servizi con metodi corruttivi».

Al termine delle due giornate, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha dichiarato «di accogliere con favore la richiesta di moratoria alla legislazione antimafia avanzata dai procuratori di Milano, Roma e Napoli. Per tanto tempo la politica ha pensato che bisognasse aggiungere norme». r.galullo@ilsole24ore.com

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