Italia

Il Pd apre, sarà sentito Ghizzoni

  • Abbonati
  • Accedi
(none)

Il Pd apre, sarà sentito Ghizzoni

  • –Davide Colombo

roma

«Se questa audizione aiuterà a stabilire la verità può essere utile per tutti. Se Ghizzoni dirà la verità sarà positivo per tutti» dichiara Maria Elena Boschi nella registrazione di Porta a Porta e le sue parole arrivano sulle agenzie prima del termine dell’ufficio di presidenza convocato da Pier Ferdinando Casini per decidere le ultime convocazioni. È il segnale che il Pd ha deciso di affrontare il confronto più delicato, quello con l’ex ad di Unicredit per conoscere la sua verità sui contatti presi con la stessa Boschi per valutare la possibile acquisizione, nel 2014, di Banca Etruria. «Ho incontrato l’ad Ghizzoni più volte, e anche altri rappresentanti del mondo bancario. Negli incontri pubblici con il dottor Ghizzoni abbiamo discusso sul sistema bancario anche ai fini di un intervento legislativo generale, non su casi specifici. Da qui a dire che ho fatto pressioni su Unicredit per acquistare Banca Etruria, semplicemente non è vero» è la versione della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio. Una presa di posizione anticipata poche ore prima dal presidente del Pd, Matteo Orfini, che nel confermare la linea dell’apertura all’audizione ha ribadito che Ferruccio de Bortoli, sulla posizione del Pd a proposito dell’audizione, ha detto «una bugia bella e buona».

In serata, al termine di un lungo confronto a tratti anche molto teso, la mediazione del presidente Casini ha chiuso con la decisione all’unanimità che conferma: Federico Ghizzoni verrà convocato. Oltre all’ex ad di Unicredit (oggi è presidente di Rothschild Italia) la Commissione d’inchiesta affronterà anche la spinosa vicenda della crisi del debito sovrano del 2011, come chiesto a più riprese dal vicepresidente, Renato Brunetta. Verranno sentiti prima di Natale gli ex ministri dell’Economia Giulio Tremonti, Vittorio Grilli e Fabrizio Saccomanni. Per approfondire questo dossier verranno sentiti anche Flavio Valeri, chief country officer Italy di Deutsche Bank, la dirigente del Tesoro Maria Cannata, e Guido Tabellini, ex rettore della Bocconi.

Sulle banche venete verranno poi sentiti gli ex vertici di Bpvi, Gianni Zonin, di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, e di Bim (partecipata di Veneto Banca) Pietro D’Aguì. Oggi – ha spiegato Enrico Zanetti, di Scelta Civica – si deciderà se l’audizione di questi imputati sarà segreta o pubblica, nodo sul quale ha posto più di un problema Casini. Matteo Orfini, uscendo dalla riunione, si è detto favorevole all’audizione pubblica, aggiungendo che comunque si eviterà «che persone che non se lo meritano abbiano un palcoscenico».

Un calendario preciso per queste nuove convocazioni ancora non c’è: i lavori della commissione proseguiranno fino al 23 dicembre per poi riprendere nella settimana dopo Natale. E si intrecceranno con la scaletta già fissata e che ieri sera sembrava confermata: settimana prossima si proseguirà sulla crisi della quattro banche con il dg di Consob, Angelo Apponi, lunedì 11 dicembre, il giorno dopo toccherà al capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, e poi a seguire il presidente Giuseppe Vegas il 14. Verranno invece spostate le date di convocazione del governatore, Ignazio Visco, e del ministro Pier Carlo Padoan, che saranno verosimilmente fissate alla fine di questo ulteriore ciclo di incontri. Prima di loro verranno sentiti Ignazio Angeloni, membro del consiglio di Vigilanza dell’Eurotower, e la responsabile della Dg Competition Ue, Margrethe Vestager. Su richiesta del vicepresidente della Commissione, Mauro Marino, verrà anche convocato il presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, Salvatore Maccarone.

Ieri intanto l’ex presidente delle good bank nate dalla risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, Cariferrara e Carichieti, Roberto Nicastro, all’indomani della sua audizione ha precisato che il costo iniziale per i piccoli risparmiatori retail, inizialmente quantificato in circa 400 milioni di euro, «alla fine sarà auspicabilmente molto inferiore». Va infatti tenuto conto del fatto che questi piccoli risparmiatori sono stati poi considerati nei decreti di indennizzo, «che hanno portato a ristori ancora in fase di realizzazione in queste settimane».

Altra novità di ieri, il Csm ha preso nuovamente tempo sulla decisione se concedere o meno al pm di Trani, Michele Ruggiero, il collocamento fuori ruolo necessario perché collabori come consulente con la Commissione d’inchiesta di San Macuto (il suo nome era stato chiesto da M5S e da Fi). In una seduta segretata il plenum di Palazzo dei marescialli ha deciso di rinviare il voto al 20 dicembre. Il travaglio del Csm è legato a un’iniziativa disciplinare a carico di Ruggiero, finito sotto i riflettori oltre che per il processo alle agenzie di rating S&P e Fitch anche per lo sfogo dopo la sentenza di assoluzione di tutti gli imputati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA