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Dossier Possibile tenere e-registri sempre stampabili su carta

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    Dossier | N. 27 articoliTutto sul decreto fiscale 2017

    Possibile tenere e-registri sempre stampabili su carta

    Possibile formare e aggiornare elettronicamente i registri Iva senza stamparli su carta se non dietro richiesta dei verificatori: la disposizione, introdotta con la legge 172/2017 di conversione del decreto legge 148/2017, considera infatti regolari tali registri anche in difetto di trascrizione su carta nei tempi previsti e cioè entro il terzo mese successivo alla presentazione della dichiarazione reddituale. È stato infatti aggiunto il comma 4-quater all'articolo 7 del decreto-legge n. 357 del 1994, ponendo una duplice condizione per la regolarità della tenuta. In sede di accertamento, ispezione o verifica tali registri devono infatti risultare aggiornati sui sistemi elettronici. Inoltre si deve potere procedere alla loro stampa a seguito di richiesta avanzata dagli organi procedenti ed in loro presenza.

    A una prima lettura, la nuova disposizione del comma 4-quater sembra introdurre una deroga all'obbligo di conservazione elettronica dei documenti formati su supporto informatico, ivi compresi libri, registri e scritture contabili.
    Al contrario, invece, va evidenziato come la novità legislativa si occupi solamente della tenuta dei registri e non anche della loro conservazione.

    La tenuta dei registri Iva, così come quella di tutte le altre scritture contabili, secondo quanto dettato dall’articolo 22 del Dpr 600/1973, va effettuata mediante adempimenti quali la numerazione progressiva in ogni pagina, in esenzione dall'imposta di bollo e secondo le disposizioni previste dalle norme civilistiche in riferimento alla tenuta di una ordinata contabilità di cui all’articolo 2219 del Codice civile.

    Tutte le scritture contabili, compresi quindi i registri Iva, devono infatti essere tenuti secondo le norme di un'ordinata contabilità e quindi senza spazi in bianco, interlinee e trasporti a margine, non essendo inoltre consentite abrasioni. Solo nel momento della materializzazione dei registri su carta, funzionale alla loro conservazione analogica, le annotazioni in essi contenute assumono nei fatti quelle caratteristiche di staticità e immodificabilità tali da renderle opponibile ai terzi e in primo luogo all’amministrazione finanziaria.

    Lo stesso effetto può essere ottenuto, con maggiori garanzie, tutele, semplificazioni e risparmi, attraverso l’invio dei documenti in un sistema di conservazione elettronica secondo le regole e le procedure, stabilite dal Dpcm 3 dicembre 2013 direttamente applicabili anche ai documenti a rilevanza fiscale secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 17 giugno 2014.

    Va infine ricordato come la validità della tenuta senza materializzarne su carta il contenuto, e a prescindere comunque dalle garanzie richieste ai fini della fase di conservazione, riguarda esclusivamente, per espressa previsione della novella, i registri Iva acquisti e vendite. La disposizione appare perciò anticipare in qualche misura le semplificazioni contenute nel disegno di legge recante la manovra di bilancio 2018 il quale, nel disporre in tema di fatturazione elettronica obbligatoria, prevede l'esclusione dalla tenuta dei registri Iva acquisti e vendite per i contribuenti in semplificata che si avvalgono degli elementi messi a disposizione dalle Entrate con il programma di assistenza online basato sui dati delle operazioni acquisiti con la fatturazione elettronica.

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