Italia

Boccia: «Investimenti pubblici per rafforzare la crescita del…

  • Abbonati
  • Accedi
(none)

Boccia: «Investimenti pubblici per rafforzare la crescita del Paese»

  • –Nicoletta Picchio

ROMA

Crescita e credito, da affrontare come questione italiana ed europea. Con gli investimenti in primo piano per spingere lo sviluppo. «L’Italia sta vivendo una stagione interessante, con una crescita degli investimenti privati del 30%, un export che aumenta del 7% e l’occupazione che comincia a ripartire». Vincenzo Boccia esordisce con questa considerazione nel suo intervento al Rome Investment Forum 2017 per poi lanciare due messaggi: «Innanzitutto occorre non smontare le riforme, dal Jobs act al Piano Industria 4.0, che stanno dando risultati. Inoltre occorre passare alla seconda fase: attivare quanto prima, in tempi veloci, investimenti pubblici per dare una seconda gamba alla crescita economica e costruire una stagione di semplificazione». Il presidente di Confindustria scende nello specifico: «Penso ad investimenti micro e macro, cioè sia di grande dotazione paese, sia di collegamento tre le periferie e le città». Per poi aggiungere: «Gli effetti che stiamo vedendo sull’economia reale delle riforme fatte sono la dimostrazione che il paese ha grandi potenzialità e che la crescita deve essere considerata una precondizione per contrastare disuguaglianze e divari e ridurre il debito pubblico».

Consolidamento della crescita, rendere più attrattivi l’Italia e l’Europa, far sì che il sistema finanziario, dalle banche alle assicurazioni al capitale di rischio, agisca a sostegno dell’economia: sono stati i temi del Rome Investment Forum 2017, organizzato dalla FeBAF (Federazione Banche, assicurazioni e finanza), in programma ieri e oggi. Il credito è un tassello imprescindibile per consolidare e accelerare la ripresa. Ieri nel dibattito è emersa anche la preoccupazione che eventuali regole europee per contenere i rischi bancari possano avere effetti controproducenti. Lo teme il ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan, secondo il quale «nessuno più dell’Italia desidera ridurre il rischio del debito e quello bancario». A questo scopo, però, i meccanismi che impongono vincoli più o meno automatici al peso del passivo pubblico (fiscal compact) o dei crediti deteriorati delle banche (addendum della vigilanza Bce) potrebbero paradossalmente ottenere effetti contrari a quelli che si propongono. «Bisogna sempre chiedersi quale potrebbe essere la reazione dei mercati - sostiene Padoan - perché misure pensate per ridurre il rischio potrebbero invece aumentarlo».

Preoccupazioni espresse anche da Boccia: «Temiamo regole a livello europeo che possano depotenziare i flussi di credito all’economia reale, ci riferiamo all’addendum sugli Npl della Bce e al tentativo di una certa dottrina tedesca di pensare ad accantonamenti da parte delle banche anche quando acquistano titoli di Stato», ha detto il presidente di Confindustria, a margine del Forum. «Questi aspetti non sono fattori positivi sull’economia reale e vanno contrastati. In ogni caso occorre investire sulla crescita, perché se arriva la crescita arriva anche il credito». Inoltre occorre un grande piano di inclusione giovani, ha continuato Boccia: «Brexit insegna che Londra ha votato a favore della Ue, le periferie contro. Includere i giovani vuol dire evitare un detonatore sociale».

Ragione di più per accelerare sulle riforme e sugli investimenti, ha detto il presidente FeBAF, Luigi Abete, aprendo il convegno, sia in Europa che in Italia. «A Bruxelles serve un cambio di passo per ridare identità all’Unione e fiducia agli europei, completando i processi avviati, a cominciare dall’Unione bancaria e l’Unione dei mercati dei capitali». In Italia, ha aggiunto Abete, la federazione sta lavorando per creare condizioni di rilancio degli investimenti, per favorire la crescita e la capitalizzazione delle imprese. «La prossima legislatura - ha concluso - sarà decisiva per una ripresa degli investimenti pubblici e privati e dovrà mettere al centro del suo programma una finanza per la crescita».

© RIPRODUZIONE RISERVATA