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    Dossier | N. (none) articoliCriptovalute: bitcoin e le altre

    Follie da bitcoin: un hedge fa +25.000%, «Borsa» sudcoreana messa Ko dagli hacker

    • – di Redazione online
    Una macchina per il «prelievo» di bitcoin a Zurigo (Reuters)
    Una macchina per il «prelievo» di bitcoin a Zurigo (Reuters)

    La febbre da bitcoin continua, tra euforia e pericoli. Con rendimenti stellari (veri o promessi) da una parte e interventi delle autorità di regolamentazione dall’altra per far scendere la temperatura troppo alta che circonda la criptovaluta più famosa del mondo.

    Uno dei primi hedge fund a puntare sulle valute virtuali ha appena annunciato ai suoi clienti di avere messo a segno rendimenti stellari: da quando è stato fondato nel 2013, Pantera Bitcoin Fund ha registrato rendimenti del 25.004 per cento. Gran parte del guadagno è stato messo a segno quest'anno grazie al poderoso rally della criptovaluta, che ha iniziato il 2017 sotto i mille dollari e che, stando a Blockchain.info, vale ora 17.744,59 dollari. L'hedge fund con sede a San Francisco (California) non ha dovuto fare molto: ha comprato la valuta digitale e l'ha tenuta nel suo portafoglio cavalcando il suo rialzo, che secondo alcuni richiama la mania dei tulipani del 17esimo secolo (creò un boom dei prezzi del fiore e una successiva esplosione della bolla a inizio 1637).

    Pantera festeggia ma ammette i rischi
    Pantera - i cui clienti devono compiere un investimento minimo di 50.000 dollari - ha avvertito gli investitori nella sua lettera: chi compra Bitcoin su Coinbase, uno degli exchange più popolari per i piccoli investitori, paga commissioni che spaziano dall'1,5% al 4% ogni volta che compra o vende la valuta virtuale. Panetra invece impone una commissione annua dello 0,75%. In una intervista al New York Times, il fondatore di Pantera (Dan Morehead, un ex Goldman Sachs) ha spiegato che c'è la possibilità che il valore di Bitcoin si azzeri. Per questo lui consiglia agli investitori di investire soltanto l'1% circa del loro patrimonio nelle valute virtuali, quanto basta per mettere a segno rendimenti soddisfacenti. «Ci sono un sacco di persone famose che hanno detto che Bitcoin è una farsa - ha ricordato Morehead - Potrebbero avere ragione ma se si sbagliano e il valore sale di 25 volte, si perdono una possibilità enorme».

    L’impennata di LongFin (+1.000% in una settimana)
    Il caso di LongFin è un altro esempio: sbarcata al Nasdaq mercoledì scorso, è balzata del 1.000% dopo aver annunciato l'acquisizione di Ziddu.com, una società legata al blockchain. Il prezzo dell'initial public offering era stato fissato a 5 dollari: venerdì scorso le azioni LongFin valevano 22 dollari e lunedì 72,38, dando alla società una capitalizzazione di mercato di 6 miliardi di dollari.
    LongFin e Zeddu sono controllate da Venkat Meenvalli, descritto nei documenti per l'ipo di LongFin come un «imprenditore tecnologico globale, un mago finanziario» e un «fervente sostenitore di tecnologie innovative convinto che ogni pezzo di informazione valga milioni di dollari».

    BITCOIN E LE ALTRE CRIPTOVALUTE: IL DOSSIER

    Come la bolla delle dot.com?
    «Sembra di essere nel 1999», all’epoca della bolla delle dot.com, afferma al Financial Times Michael Underhill, di Capital Innovations, commentando il boom di LongFin e la febbre da blockchain. «C'è il timore di perdere l'onda» aggiunge. L'ascesa di LongFin non è un fenomeno isolato: Rich Cigars, produttore di cigari, è balzato del 2.000% in una seduta la scorsa settimana dopo aver cambiato nome in Intercontinental Technology e annunciato di voler entrare nel settore delle criptovalute. È accaduto lo stesso a Biopti dopo aver rivisto il suo nome in Riot Blockchain e annunciato investimenti in una piattaforma di valute digitali canadesi.
    «La speculazione ha raggiunto un livello tale che i prezzi delle azioni volano se le società aggiunge la parola blockchain ai loro nomi» sottolinea Jordan Rochester, analista di Nomura.

    La Sec sospende Crypto Company
    Un’euforia davvero irrazionale, tanto che i controllori accendono sempre nuovi fari. Un ultimo esempio: la Sec, l'autorità di borsa americana, ha temporaneamente sospeso dagli scambi la società The Crypto Company (azienda specializzata nella tecnologia blockchain) che nel mese in corso ha guadagnato oltre il 2.700%. Lo stop al trading di questa azione durerà fino alla mezzanotte del 3 gennaio. In un comunicato, la Securities and Exchange Commission ha parlato di preoccupazioni riguardanti «l'accuratezza e l'adeguatezza delle informazioni su, tra le altre cose, i compensi pagati per la promozione dell'azienda e i documenti depositati presso la Sec sui piani degli insider del gruppo di vendere titoli The Crypto Company». La Sec ha parlato anche di «preoccupazioni per manipolazione potenziale delle transazioni del titolo dell'azienda nel novembre 2017».

    Piattaforma sudcoreana in bancarotta dopo attacco hacker
    I rischi sono legati anche ai possibili attacchi informatici di cui sono vittime le «Borse» dei bitcoin. Proprio oggi Yapian, piattaforma di scambio di criptovalute sudcoreana, ha dichiarato bancarotta dopo il secondo cyberattacco in otto mesi nel quale sono andate perse la maggior parte delle sue riverse di valute digitali. L'ultimo attacco hacker ha causato la perdita del 17% degli asset di Yapina, operatore del mercato Youbit: ai clienti è stata offerta la possibilità di ritirare il 75% delle loro criptovalute per il momento. La quota restante sarà restituita con l'avanzare del processo di liquidazione. La minaccia di cyberattacchi è una delle maggiori preoccupazioni sui mercati delle criptovalute, soprattutto ora con il boom del Bitcoin e la corsa degli investitori agli scambi digitali.


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