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Manovra in aula con fondi a pioggia: le novità dal risparmio agli stipendi in contanti

Questa mattina la manovra approda in Aula alla Camera
Questa mattina la manovra approda in Aula alla Camera

Stabilizzazioni, assunzioni, micro-norme e stanziamenti anche in formato “mini”. Il testo della manovra uscito ieri mattina dalla commissione Bilancio dopo una lunga maratona notturna risulta ampiamente ritoccato rispetto alle versione già rimodellata in più tratti dal Senato. E come spiega Francesco Boccia, relatore e presidente della Bilancio, «le pressioni sull’ultimo provvedimento di legislatura sono inevitabili da tutto il Paese perché nei prossimi 4-5 mesi non ci saranno misure legislative di sistema».

Scuola, la stabilizzazione dei precari
Con gli ultimi correttivi approvati arrivano 50 milioni nel 2018 e altri 150 milioni l’anno dal 2019 per aprire la strada alla stabilizzazione di 18mila insegnanti precari. Un posto fisso anche per 813 ex Lsu assimilati a personale Ata (costo 16 milioni). Altri 50 milioni nel 2018 e 250 milioni nel biennio successivo sono destinati per integrare il trattamento accessorio e gli straordinari di Polizia e Vigili del fuoco.

Raddoppia fondo salva-risparmiatori
La Rai potrà continuare ad assumere personale, seppure a stipendio ridotto, attingendo alla graduatoria del 2015. Ma viene anche raddoppiata la dote del fondo di ristoro per i risparmiatori danneggiati dai crack delle banche, che sale da 50 a 100 milioni nel biennio 2019-2020. Scatta dal 2018 fino al 2020 un credito d’imposta del 36% (fino a un massimo di 20mila euro per ciascun beneficiario) per le imprese che acquistano prodotti riciclati da plastiche miste. E scatta anche lo stop al pagamento degli stipendi in contanti: le retribuzioni dovranno essere garantite con strumenti tracciabili.
Disco verde anche all’esclusione delle casse previdenziali da Bail in e spending e al pagamento in via strutturale delle pensioni dal primo giorno del mese.

Oggi in aula alla Camera
Resta però l’incognita sui tempi di approvazione del Ddl di bilancio. L’avvio in Aula dell’esame della manovra è ulteriormente slittato a questa mattina alle ore 9, dopo che era già stato posticipato a ieri sera alle ore 21. Nella giornata di oggi il Governo dovrebbe porre la fiducia sul provvedimento che, in assenza di un’intesa tra i gruppi parlamentari per la deroga alle 24 ore necessarie tra la richiesta di blindatura e la relativa votazione, potrà essere votata solo venerdì. Con il risultato di lasciare come giorno utile per il sigillo finale del Senato, dove il testo dovrà tornare, solo sabato 23 con una corsa contro il tempo per evitare di far slittare l’ok dopo la pausa natalizia con ricadute anche sullo scioglimento delle Camere.

Tornando ai ritocchi approvati nella notte, sul fronte scuola, la ministra Valeria Fedeli, ottiene più risorse per proseguire la stabilizzazione dell’organico di fatto, oggi coperto con supplenti precari, in organico di diritto, vale a dire cattedre stabili. Sul piatto vengono messi 50 milioni di euro nel 2018, 150 milioni a decorrere dal 2019. Dopo la trasformazione di 15.100 posti avvenuta nella scorsa primavera, in accordo con il Mef, a oggi i posti “di fatto” sono 18.762 (ogni anno queste cattedre variano in funzione del numero di studenti in classe). Con le risorse inserite in manovra, si punta così a stabilizzare nel tempo questi 18mila posti “precari”, valorizzando la continuità didattica. Per il Miur arriva anche l’ok “all’inquadramento” di 5 dirigenti amministrativi e 253 funzionari.

Più fondi alle vittime dell’amianto
Arriva poi un contributo (entro un limite di spesa di 500mila euro annui), fino a tre anni, per ridurre gli sgravi dei contributi previdenziali e assistenziali per le coop che nel 2018 assumeranno a tempo indeterminato «persone a cui è stata riconosciuta protezione internazionale a partire dal 2016». Sul versante del welfare cresce di 81 milioni nei prossimi tre anni il Fondo vittime dell’amianto. E il ministero del Lavoro dovrà trasferire all’Inps 20 milioni per l’incremento delle dichiarazioni Dsu ai fini della richiesta dell’Isee connesso all’attuazione del Rei (reddito d’inclusione).

Si riduce l’accise sulla produzione della birra a 3 euro/ettolitro a grado plato (di 0,2 centesimi). Ok anche alla Banca nazionale delle Dat, le Disposizioni anticipate di trattamento che si lega alla legge sul biotestamento. Novità anche sul capitolo infrastrutture e trasporti. Le risorse stanziate a partire dal 2001 con la legge obiettivo potranno essere destinate anche al finanziamento dei sistemi di trasporto rapido di massa. Arrivano più risorse ai Comuni capoluogo ad alto inquinamento per il rinnovo del parco autobus. I treni dovranno essere forniti e garantire il primo soccorso ai passeggeri in caso di emergenza. Sono anche destinati 70 milioni alle Regioni del centro Nord contro il rischio alluvione e dissesto.

Pioggia di micronorme
Anche alla sulla manovra si è abbattuta una pioggia di micronorme. Con la destinazione di un milione nel 2018 e 2,5 milioni dal 2019 per tutelare i musei e i luoghi della resistenza. Altri 500mila euro l’anno nel triennio sono previsti in favore del Milan Center for Food law and Policy; per il sessantesimo della scomparsa di Luigi Sturzo ne arrivano invece 300mila nel 2020. Nascono nuovi Fondi: per la tutela del Delta del Po (2 milioni nel 2018 e 4 milioni l’anno dal 2019 al 2024); antibracconaggio ittico (1 milione l’anno nel triennio 2018-2020); per favorire la qualità e la competitività del comparto agrumicolo(2 milioni nel 2018 e 4 milioni l’anno nel 2019-20). Viene anche stanziato un milione per il centro di arte contemporanea Maxxi a L’Aquila.

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