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Traffico in centro, la zona politica che non conosce semplificazione

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PARTITI, SIGLE E SIMBOLI

Traffico in centro, la zona politica che non conosce semplificazione

Per una volta sembrava possibile raccapezzarsi nell’arcipelago delle sigle di centro. La nascita, ieri, di “Noi con l’Italia”, il partito-contenitore del le sigle di questa area che alle elezioni saranno schierate con Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, ha portato un po’ di ordine in una realtà da anni frastagliata e decifrabile solo a pochi. Eppure l’operazione “semplificazione” è riuscita solo a metà.

Tra i soci fondatori di quella che si era cominciato a chiamare come “quarta gamba” del centrodestra compaiono Raffaele Fitto , Enrico Costa, Flavio Tosi (ex Lega e fondatore di Fare!), Enrico Zanetti (Scelta civica), Saverio Romano (Ala) e Maurizio Lupi (Ap). Un board eterogeneo dove, per sua scelta, non sono entrati altri attori attivi nella zona moderati: l’ex ministro Gaetano Quagliariello e l’ex candidato sindaco di Milano Stefano Parisi. Il primo, leader di Idea, alla vigilia della presentazione era considerato dentro “Noi con l’Italia” ma alla fine si è fatto da parte perché era contrario all'impostazione: contrario a un nuovo partito, schierato con un progetto federativo. «L’Italia ha bisogno di un’offerta politica chiara e di qualità» ha spiegato invece il leader di Energie per l’Italia dando così un giudizio negativo su quello che gli appare come un gruppo disordinato messo insieme al solo scopo di tagliare il traguardo del 3 per cento.

Nella fotografia va, però, inclusa anche l’Udc di Lorenzo Cesa. Titolare dello scudocrociato, non ha voluto sacrificare il simbolo della Democrazia cristiana ancora in grado di rastrellare voti (in Sicilia la formazione ha preso iol 7%) ed è rimasto fuori dal “patto a sei” di Noi per l’Italia («Abbiamo l’ambizione di essere al quintessenza del centrodestra»). Grazie a un patto federativo l’Udc, nella Dc 2.0 dovrebbe rispuntare l’Udeur di Clemente Mastella, l’ex minisro della Giustizia del Governo Prodi e ora sindaco di Benevento. «Il centrodestra ha bisogno del 40% e l’unico modo per arrivarci è vincere al Sud. Hanno bisogno di noi» ha detto Mastella. Del “polo dei cattolici” dovrebbe far parte anche il Nuovo Cdu, ulteriore, piccola sigla della dispora democristiana, guidata da Mario Tassone. La Nuova democrazia cristiana di Gianfranco Rotondi, invece, troverà ospitalità nelle liste di Forza Italia.

C’è poi da guardare al centrosinistra. Su questa sponda approderanno gli esponenti di Alternativa popolare che non vogliono tornare nell’orbita di Silvio Berlusconi e che vogliono costruire «il nuovo centro autonomo e distinto dal Pd e alleato con esso». Ne fanno parte il coordinatore Tonino Gentile, i tre vice (Gioacchino Alfano, Dore Misuraca e Sergio Pizzolante) e Fabrizio Cicchitto: dopo l’autoesclusione di Angelino Alfano, leader sarà il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. «Nei prossimi giorni sarà presentata la proposta politico-elettorale». Chissà se sarà l’ultima dell’area centrista o ne seguiranno altre.

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