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Terzo settore, Poletti e Bobba: comparto cresce, riforma attuata

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i dati istat: +10% istituzioni in 4 anni

Terzo settore, Poletti e Bobba: comparto cresce, riforma attuata

Il terzo settore cresce, anche grazie alla riforma varata nel 2016 (legge delega 106) e che oggi può dirsi finalmente attuata. È il senso della conferenza stampa tenuta dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e dal sottosegretario Luigi Bobba, durante la quale sono stati illustrati gli ultimi dati Istat del primo censimento permanente sulle istituzioni non profit attive in Italia. Bobba ha anche annunciato che l'1 febbraio l'Agenzia delle Entrate, nel corso di Telefisco del Sole 24 Ore, risponderà a quesiti sui temi principali in ambito fiscale della riforma del terzo settore.

Comparto in crescita
I numeri che certificano la crescita del settore negli ultimi anni: sono oltre 336 mila (336.275) le istituzioni non profit a fine 2015 (+10% rispetto al 2011), 789 mila dipendenti e 5,5 milioni di volontari (rispettivamente +15% e +16% rispetto al 2011). Quasi l'80% opera grazie all'apporto di volontari. Più della metà è presente nell'Italia settentrionale.

Poletti: dati positivi, riforma avanza
«I dati a disposizione sono molto positivi», ha detto Poletti, considerando che in un contesto difficile come quello di questi anni «c'è stata una dinamica di incremento di tutti gli indici». E «anche se siamo in fase di conclusione di un mandato legislativo e di governo - ha aggiunto il ministro - noi continuiamo a sviluppare la nostra attività fino all'ultimo giorno».Durante l'incontro con i cronisti i vertici del ministero di via Veneto hanno indicato che «l'intento del Governo con questa riforma è stato duplice: da un lato si è voluto procedere alla razionalizzazione della legislazione affinché rispondesse pienamente al dettato dell'articolo 118 della Costituzione volto a ‘favorire l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidarietà'». Dall'altro, «si è inteso definire con maggiore chiarezza il ruolo delle istituzioni nel rapporto con in soggetti e le organizzazioni di Terzo settore».

I provvedimenti attuati
Nella conferenza stampa è stato fatto il punto sugli interventi legislativi che negli ultimi mesi hanno precisato la riforma, così come delineata nella legge delega, e su quello che resta da fare. Allo stato attuale i provvedimenti adottati sono: l'atto di indirizzo del 13 novembre 2017 del ministro Poletti per l'individuazione degli obiettivi generali, delle aree prioritarie di intervento e delle linee di attività finanziabili attraverso il Fondo per il Terzo settore; il decreto direttoriale del Ministero sulla disciplina dei criteri di selezione e di valutazione e sulle modalità di assegnazione ed erogazione dei finanziamento (a fine 2017 sono stati ammessi al finanziamento 78 progetti per un importo complessivo di quasi 34 milioni); il decreto del ministro del Lavoro che stabilisce la disciplina attuativa per accedere ai contributi per l'acquisto di ambulanze, autoveicoli per attività sanitarie e beni strumentali; il protocollo di intesa tra Ministero, Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Agenzia del Demanio e Anci; il decreto di nomina del comitato di gestione della Fondazione Italia Sociale; gli accordi di programma con tutte le Regioni e le provincie autonome per il sostegno delle organizzazioni; la circolare interpretativa con le prime indicazioni su questioni di diritto transitorio inerenti al Codice del terzo settore; il Dpcm della Presidenza del Consiglio per istituire la Cabina di regia interministeriale di coordinamento della riforma.

Cosa resta da fare
Tra i provvedimenti in fase di elaborazione, invece, secondo quanto riferito dai tecnici figurano il Dpcm di definizione delle modalità e dei termini per l'accesso al riparto del cinque per mille e il decreto interministeriale sulla fruizione del credito di imposta da parte delle Fondazioni di origine bancaria che finanziano il sistema dei Centri di servizio per il volontariato, oltre ad atti normativi di attuazione del Dlgs 112 del 2017 che disciplina l'impresa sociale.

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