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cerimonia al quirinale

Giorno Memoria, Mattarella: leggi razziali macchia per Italia, fascismo non ebbe meriti

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la senatrice Liliana Segre al Quirinale (Ansa)
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la senatrice Liliana Segre al Quirinale (Ansa)

«Il cammino dell'umanità è purtroppo costellato da stragi, uccisioni, genocidi. Tutte le vittime dell'odio sono uguali e meritano uguale rispetto. Ma la Shoah per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volontà sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale, resta unica nella storia d'Europa». Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale nel suo intervento alla celebrazione del Giorno della Memoria in ricordo delle vittime dell'Olocausto.

Le commemorazioni di oggi segnano l'esordio al Quirinale della neo senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti. «Da certi fili spinati non si esce più», ha detto la senatrice rispondendo a una bambina che le chiedeva come mai non fosse più voluta tornare nel campo di concentramento in cui è stata internata. Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, Pietro Grasso, Laura Boldrini, Roberta Pinotti, Angelino Alfano, Valeria Fedeli, Maria Elena Boschi, Virginia Raggi e la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni.

«Leggi del '38 macchia per l'Italia, fascismo non ebbe meriti»
«Le leggi razziali rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagine infamante della nostra storia» ha continuato il Capo dello Stato. Con quelle leggi promulgate 80 anni fa, ha aggiunto, «si rivela al massimo grado il carattere disumano e il distacco definitivo della monarchia dai valori del Risorgimento e dello Statuto liberale». «Sentir dire che il fascismo ebbe alcuni meriti ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l'entrata in guerra», è un affermazione «gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione», ha affermato poi Mattarella. «Razzismo e guerra - aggiunge - non furono deviazioni o episodi rispetto al modo di pensare» del fascismo «ma diretta e inevitabile conseguenza».

«Non minimizzare focolai d'odio»
«La memoria è un antidoto indispensabile contro i fantasmi del passato» ha detto poi Mattarella, aggiungendo che «focolai d'odio, di intolleranza, di razzismo, di antisemitismo, sono presenti nelle nostre società e in tante parti nel mondo», «non vanno accreditati di un peso maggiore di quello che hanno», ma «sarebbe un errore capitale minimizzarne la pericolosità».

«Costituzione è baluardo, c'è ancora bisogno di monito»
«La Repubblica italiana, forte e radicata nella democrazia, non ha timore nel fare i conti con la storia d'Italia» ha detto il Capo dello Stato, sottolineando che nella Costituzione «l'indicazione delle discriminazioni da rifiutare e respingere, al suo art.3, rappresenta un monito, il presente ci indica che di questo monito vi era e vi è tuttora bisogno» . Mattarella non dimentica né nasconde «quanto di terribile e di inumano è stato commesso nel nostro Paese con la complicità di organismi dello Stato, di intellettuali, giuristi, cittadini, asserviti a una ideologia nemica dell'uomo. La Repubblica e la Costituzione - conclude - sono il baluardo
perché tutto questo non possa più avvenire». «Credo che tutti gli italiani - ha aggiunto- abbiano il dovere di riconoscere che un crimine turpe e inaccettabile è stato commesso, con l'approvazione delle leggi razziali nei confronti dei nostri concittadini ebrei».

Premiati i vincitori del concorso "I giovani ricordano la Shoah"
La manifestazione al Quirinale, condotta dagli attori Remo Girone e Victoria Zinny, è stata aperta dalla proiezione di un filmato dal titolo "Dalle leggi razziali Shoah", realizzato da RaiStoria. La cantante Noa ha eseguito i brani musicali "Little Star" e "La vita è bella. Alle commemorazioni hanno partecipato Giovanni Bassanelli, Luigi Lucchini e Francesco Perrone a cui il Capo dello Stato ha consegnato la medaglia d'onore ai cittadini italiani deportati ed internati nei lager nazisti 1943/1945.

«Fedeli: vaccino contro odio è conoscenza»
Prima della cerimonia sono stati premiati i vincitori del concorso nazionale promosso dal ministero dell'Istruzione "I giovani ricordano la Shoah". «Non dobbiamo pensare di essere distanti da quella furia dissennata che ha permesso a degli esseri umani di costruire una fabbrica della morte per altri esseri umani» ha detto la ministra Fedeli, avvertendo che quell'odio «è replicabile» e «gli unici vaccini in grado di contrastarlo sono la conoscenza, la cultura e l'educazione che superano paure e timori, combattono discriminazioni, sopraffazione e violenza».

(Al. Tr.)

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