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Roger Federer, elogio della leggerezza

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TRIONFO AGLI AUsTRALIAN OPEN

Roger Federer, elogio della leggerezza

Roger Federer sopo il trionfo agli Australian Open (Ap)
Roger Federer sopo il trionfo agli Australian Open (Ap)

E sono venti. Venti titoli del Grande Slam in una carriera che a 15 anni dal primo trionfo regala ancora un trofeo a quello che - si può dire senza alcun dubbio - è per talento e longevità il più grande tennista di sempre. Roger Federer inizia il 2018 esattamente come un anno fa: vincendo l’Australian Open. Questa volta la vittima designata è stato Marin Cilic, che si è perfino permesso di togliere due set - i primi del torneo - al fuoriclasse svizzero, prima di cedere in cinque partite (6-2, 6-7, 6-3, 3-6 6-1 il tabellino).

Il croato - sconfitto in carriera da Federer in nove partite su dieci, ma è in ottima compagnia - ha cercato di opporre il suo tennis fatto di servizio e bordate da fondo campo al formidabile avversario. Per buona parte dell’incontro Cilic ci è riuscito, prima di soccombere alla superiore classe dell’elvetico in un quinto set senza storia. Federer ha incantato la Rod Laver Arena con tutto il suo repertorio: ace, colpi di controbalzo, volées, risposte vincenti. Uno stato di grazia che non smette di stupire per un atleta di quasi 37 anni.

Lacrime di gioia
«Questa è la conclusione di una favola, un sogno che si realizza», queste le prime parole del campione svizzero a fine match, prima di interrompere brevemente il suo saluto al pubblico per le lacrime di emozione. «Continuo a divertirmi, qui in Australia, è un viaggio bellissimo. È grazie a tutti voi - ha poi aggiunto - che ancora mi alleno, sono teso, sorrido, gioco».

Laver: «È il più grande di sempre»
Federer mette così in bacheca il suo ventesimo trofeo di uno Slam: sei Australian Open, otto Wimbledon, cinque Us Open e un Roland Garros, il torneo a lui meno congeniale, anche perché sulla sua strada ha incrociato un certo Rafa Nadal, che di trofei sul rosso di Parigi ne ha inanellati ben dieci... Nella classifica dei vincitori di Slam ora il fenomeno elvetico stacca lo spagnolo, con venti vittori contro 16. Seguono Sampras con 14, Emerson e Djokovic con 12. «Penso che Roger Federer sia il più grande giocatore che abbia mai messo piede su un campo da tennis»: parola di Rod Laver, il leggendario campione australiano degli anni Sessanta vincitore di «soli» undici titoli dello Slam.

Il copione andato in scena oggi alla Rod Laver Arena sotto un caldo umido e asfissiante - tanto che l’arbitro ha preso l’inedita decisione di coprire il campo con una tettoia tra qualche polemica - lo si è già visto decine di volte, ma è un film che non annoia mai. Lo svizzero ha sempre avuto in mano il match, anche nei momenti in cui l’avversario - soprattutto nel quarto set- è riuscito a prendere il sopravvento.

Un solo infortunio serio, in bagno...
In un tennis sempre più fisico e logorante, stupisce la longevità di Federer, la cui carriera ha subìto poche battute d’arresto. L’ infortunio più grave, che lo ha tenuto fuori dai campi per sei mesi, se lo è procurato all'inizio del 2016 mentre... stava preparando il bagno per le figlie. Quella pausa, e il nuovo allenatore (il croato Ljubicic) sono stati provvidenziali: dal suo rientro Roger ha vinto tre tornei dello Slam su cinque, una riscossa impensabile dopo una astinenza di oltre 4 anni. La sua metamorfosi è stata tecnica - con quei colpi di controbalzo che lasciano esterrefatti gli spettatori e gli sono preziosi per risparmiare metri e fiato - ma anche psicologica: il nuovo Federer è più sereno in campo, quasi spensierato. Gioca con la leggerezza di chi ormai non ha più niente da perdere dopo una carriera che gli ha dato tutto. Un Federer più umano, che non esita a scoppiare in lacrime dopo l'ennesimo trionfo, il primo a stupirsi dei propri exploit.

Una danza in campo
Una integrità eccezionale, soprattutto se paragonata ai continui stop per problemi fisici di rivali come Nadal, Murray e Djokovic. Tutte vittime di un gioco esasperato, nel quale atleti «super-palestrati» cercano di affermarsi con la potenza di colpi esageratamente liftati, quei top spin che hanno mutato geneticamente il tennis negli ultimi 30 anni. Federer viceversa esprime tutta la leggerezza di uno sport che grazie a lui riempie ancora gli stadi (l’edizione 2018 degli Australian Open ha stabilito il nuovo record di spettatori). Vederlo in campo a quasi 37 anni mentre danza intorno alla palla, quasi in punta di piedi, fa pensare a quei miracoli sportivi che si vedono poche volte nella vita. E fa sperare che Roger Federer ci regali ancora molti sprazzi di puro tennis.

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