Italia

Boom di migranti? Dall’Africa del Nord alla Grecia un…

  • Abbonati
  • Accedi
il rapporto del cnr sul mediterraneo

Boom di migranti? Dall’Africa del Nord alla Grecia un giovane su due è disoccupato

Il Mediterraneo è tornato a essere la rotta principale dei migranti. E il Mediterraneo è anche il mare che bagna i Paesi che vantano il record negativo di disoccupazione giovanile: in pratica in entrambe le sponde in media un giovane su due è disoccupato. Non solo: se come prevedibile, soprattutto in Nord Africa, aumenterà la popolazione in età lavorativa per mantenere i già bassi tassi di occupazione bisognerà aggiungere milioni di posti di lavoro. Altrimenti la strada dell’immigrazione sarà obbligata. A raccontarlo è il nuovo rapporto sulle economie del Mediterraneo del Cnr che sarà presentato giovedì a Napoli.

Giovani e donne più colpiti dalla disoccupazione
Le rivolte del 2011 hanno visto uno spiccato protagonismo di giovani e di donne, ma la fase di transizione ha disatteso in gran parte le loro aspettative e aspirazioni. E oggi sono loro a pagare il conto più salato con tassi di disoccupazione altissimi. È uno degli aspetti che emerge dal nuovo «Rapporto sulle economie del Mediterraneo 2017» curato dall’Istituto di studi sulle società del Mediterraneo (Issm) del Cnr. I cambiamenti strutturali intervenuti tra il 2000 e il 2015 - racconta l’ampio studio - toccano soprattutto i gruppi sociali più fragili. La disoccupazione giovanile risulta infatti alta non solo nella sponda sud, ma anche nella sponda nord del Mediterraneo, con quattro Paesi che nel 2015 raggiungono livelli superiori al 45%: Bosnia-Erzegovina (66,9%), Libia (50%), Spagna (49,4%) e Grecia (49,2%). Resta aperta anche la questione della partecipazione delle donne al mercato del lavoro che resta basso nonostante il calo dei tassi di fertilità e i progressi nella scolarizzazione. Il tasso medio della disoccupazione femminile nel Nord Africa nel 2015 era infatti del 20,4%, più del doppio di quello dell'Ue, che nel 2015 era al 9,5 per cento.

Il problema tenderà peraltro ad ampliarsi in futuro
Il report fa il caso di Paesi come Algeria, Marocco e Tunisia che, sotto l'ipotesi di un incremento continuo della speranza di vita, vedranno aumentare la popolazione in età lavorativa tra il 2015 e il 2030. Solo per mantenere costanti i già bassi tassi di occupazione, l’Algeria dovrà aggiungere ogni anno dai 126mila ai 231mila nuovi posti di lavoro, il Marocco dai 121mila ai 133mila, la Tunisia dai 281mila ai 392mila. Se questi obiettivi non saranno soddisfatti - spiega lo studio del Cnr - la strada della migrazione sarà assicurata. I movimenti migratori si intrecciano peraltro con il dato secondo cui tra il 2008 e il 2015 in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia i tassi di occupazione degli stranieri negli anni della crisi sono sensibilmente diminuiti dagli 8 ai 17 punti percentuali. Tra gli altri temi chiave del volume dell’Istituto di studi sulle società del Mediterraneo, oltre ai cambiamenti del mercato del lavoro, ci sono anche focus sulla geopolitica con il ruolo emergente di Russia, Turchia e Iran e gli effetti della fuga di cervelli, oltre che le opportunità di sviluppo della green economy.

© Riproduzione riservata